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Dopo una prima serata abbastanza dimenticabile, la seconda avrà risollevato le sorti del Festival di Sanremo? Scopriamolo insieme leggendo il pagellone!
SANGIOVANNI – Farfalle. Il ragazzo apre la serata, ha 18 anni ed è al suo esordio. Eppure è perfettamente a suo agio. La canzone invece farebbe fatica a passare al Festival della Porchetta Impanata di Sassoferroso. Voto: 5
GIOVANNI TRUPPI – Tuo padre, mia madre, Lucia. C’era grande attesa attorno a Truppi, presentato come il cantautore del Festival. Purtroppo, ‘cantautorato’ non è per forza sinonimo di ‘qualità’. La sua canzone vuole essere a tutti i costi intellettuale e ricercata e paga questo sforzo. Voto: 6
LE VIBRAZIONI – Tantissimo. L’anima rock del Festival di Sanremo. Già. E, per carità, la componente musicale funziona anche benino. Il problema sono il testo e, soprattutto, la performance canora del leader delle Vibrazioni. Il gioco di parole è troppo facile: suscitano le vibrazioni sbagliate. Voto: 5
EMMA – Ogni volta è così. La prima prova convincente della serata arriva alle dieci e venti. Meglio tardi che mai. Emma sente molto il brano che ha scritto, ci ha messo tanto di sé dentro e mette tanto di sè anche nell’esibizione. Forse le manca un po’ di voce, ma non importa. Voto: 7
MATTEO ROMANO – Virale. Parte rigidissimo, ma poi si scioglie. Ha una voce dolce, la usa bene, conquista. Bravo! Voto: 8
IVA ZANICCHI – Voglio amarti. Canzone d’altri tempi, forse fuori tempo massimo. Poi arriva un assolino (ino, ino…) di chitarra elettrica e a chi scrive basta probabilmente questo. Aggiungiamo il fatto che Iva Zanicchi ci mette grinta e il risultato è simile a quello di Morandi: pubblico conquistato. Voto: 7.5
DITONELLAPIAGA con RETTORE – Chimica. La canzone dell’imprevedibile duo è folle: pare Stranger Things sotto ecstasy. Non gli si riesce a voler male. Peccato ci sia il Ciao Ciao della Rappresentante di lista altrimenti avremmo il tormentone del Festival. Voto: 6.5
ELISA – O forse sei tu. La canzone di Elisa è Sanremo D.O.C.G. Peccato non esalti del tutto la potenza canora della sua interprete. È comunque indubbio che possa essere una delle favorite per la vittoria. Voto: 7
FABRIZIO MORO – Sei tu. Tutto perfetto, tanto che il rischio diabete – vista la quantità di zuccheri presenti nella canzone – è alto. Sicuramente si poteva (e doveva, visto che Moro non è un esordiente) osare di più, ma farà strada, tanta strada. Voto: 7
TANANAI – Sesso occasionale. Non ci siamo. Manca un po’ tutto: intonazione, ispirazione, testo. Perfino l’esibizione, che vorrebbe essere spigliata, non prende. La pessima canzone di Ana Mena era orecchiabile. Questa nemmeno. Voto: 4
IRAMA – Ovunque sarai. Non si presenta bene: ha una rete da pesca addosso a mo’ di giacca e il suo pezzo ricorda molto quello di Moro, condito con la stessa melensaggine. Quanto meno gioca un po’ con la voce, anche se gli manca un guizzo che potrebbe scuotere il pubblico. Voto: 6.5
AKA7EVEN – Perfetta così. Sarà l’ora (scocca adesso la mezzanotte), ma mi pare di aver sentito questa canzone almeno cinque volte stasera. Per carità, Aka7even si comporta bene sul palco, ma il prototipo di canzone sanremese ha parecchio rotto. Voto: 5.5
HIGHSNOB e HU – Abbi cura di te. I Die Antwoord italiani (chi?) sono l’esempio vivente della veridicità del detto “mai giudicare un libro dalla copertina”. Lui tatuaggi sul viso e guanti in pelle nera, lei testa rasata e completo bianco: promettono pianto e stridor di denti. Invece la loro canzone è fiacca, banale e sentita mille volte. Voto: 5
Anche per stasera è tutto. A domani!
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domenica 28 Maggio 2023