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Un (primo) aggiornamento dalla NBA

La NBA è arrivata al suo primo (mini) giro di boa: un quarto delle 82 partite previste sono state giocate in poco più di un mese. Vale la pena quindi fermarsi un attimo, osservare le classifiche e trarre alcune considerazioni, alla luce soprattutto di quanto pronosticato a inizio campionato.

I Phoenix Suns – si diceva in quell’articolo – avrebbero ricevuto molta attenzione perché hanno sorpreso tutti lo scorso anno. Sono partiti alla grande e si stanno dimostrando una autentica forza. Sono secondi in classifica a Ovest e dopo aver perso tre delle prime quattro partite hanno inanellato un filotto di vittorie che non si è ancora interrotto.

Chi avrebbe dovuto essere un possibile terzo incomodo si è invece rivelato una macchina da guerra inarrestabile: i Golden State Warriors. Hanno il miglior record della NBA, uno Steph Curry in stato di grazia e stanno dominando tutte le statistiche per capacità difensiva e offensiva, rimbalzi, assist, percentuali al tiro… All’appello manca ancora un giocatore decisivo come Klay Thompson, che dovrebbe rientrare per Natale. Il sogno dell’anello non è più così lontano come appariva appena un mese fa.

I Brooklyn Nets sono lì. Primi a Est, ma non ancora convincenti fino in fondo. Sembrano quei predatori che osservano la preda stancamente, quasi annoiati, pronti ad attaccarla ma solo quando ne hanno voglia. Possono contare sull’attaccante più forte di tutti i tempi (Kevin Durant) e su un “cannoniere” che sta ancora dormendo (James Harden). Rimane irrisolta la questione di Kyrie Irving che non può giocare perché non vaccinato.

Stanno faticando più del preventivato i Bucks e soprattutto i Lakers. Per quanto riguarda i primi, non bisogna sorprendersi: hanno appena vinto l’anello e in una stagione lunga e ricca di partite è difficile trovare le giuste motivazioni, specie all’inizio. Ma ci stanno arrivando e presto saranno dolori. Sui secondi è difficile esprimere un giudizio. LeBron James grida nel deserto e ogni tanto stecca: viene da una settimana da “luna park” con una sospensione per condotta violenta in campo e con due partite da campione assoluto. Ma tra un mese compie 37 anni, il fisico è acciaccato e non può pensare di reggere i ritmi folli dell’ultima settimana fino ad aprile, quando cominceranno gli eventuali Playoff. Al suo fianco, lampi di talento: Westbrook non si è ancora inserito in squadra e sbaglia più di quanto fa giusto, mentre Anthony Davis incorre in un infortunio dopo l’altro, tanto che ha già saltato diverse partite. La stagione è lunga e i Lakers arriveranno ai Playoff, ma rischiano di uscirne come l’anno scorso: al primo turno e con le ossa rotte.

E le tre potenziali sorprese? Solo i Chicago Bulls e i Dallas Mavericks sono stati all’altezza delle aspettative, finora. Giocano bene, specie i primi, si divertono e sono divertenti da vedere. Gli Atlanta Hawks stanno faticando un po’ e navigano a metà classifica. Vale per loro una sintesi di quanto scritto per Bucks e Lakers: stanno trovando una quadratura del cerchio e, per quanto lungo possa essere questo processo, arriveranno molto probabilmente ai Playoff. A quel punto bisognerà vedere se sapranno dimostrarsi migliori rispetto allo scorso anno.

Appuntamento tra qualche settimana, allora, per capire se i rapporti di forza all’interno della Lega saranno cambiati ancora oppure no. Nel frattempo, buona NBA!

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sabato 3 Dicembre 2022