Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Dream Team – 1992

 

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

 

L’8 agosto 1992, con la vittoria in finale contro la Croazia per 117 ad 85, si conclude l’avventura del Dream Team, la squadra che ha cambiato l’aspetto e gli equilibri del basket mondiale.

 
Dopo il deludente bronzo di Seul nel 1988 gli USA devono cambiare, non per tornare a vincere ma per dimostrare al mondo intero la potenza cestistica americana. Le olimpiadi spagnole vedono perciò, per la prima volta, la presenza dei professionisti dell’NBA a rappresentare gli Stati Uniti d’America nella competizione internazionale più importante, con un solo obbligo da rispettare per la squadra statunitense: convocare almeno un esponente dei colleges, perlopiù a scopo simbolico.

 
dt-pg

 
A guidare il gruppo ci sono l’allenatore Chuck Daly, coach dei New Jersey Nets, e le tre icone del basket americano del momento: Micheal Jordan, in ascesa per diventare il miglior giocatore al mondo, Earving “Magic” Johnson, da un anno lontano dai parquet dopo l’annuncio della sua sieropositività il 7 novembre 1991, e Larry Bird, vessato da grossi problemi alla schiena e vicino al ritiro, tutti riuniti per conquistare la medaglia d’oro. Il team si completa con Charles Barkley, Scottie Pippen, Clyde Drexler, Pat Ewing, Karl Malone, John Stockton, Chris Mullin, David Robinson e Christian Laettner, unico collegiale che viene preferito a Shaquille O’Neal. Oltre ai nomi, anche le cifre che riportano i risultati delle partite esprimono la superiorità del Dream Team: 43.8 punti medi di scarto, con una media di 117.3 punti segnati. Non era mai successo nella storia della pallacanestro che 11 Hall of Famer vestissero la stessa casacca, dimostrandosi così superiori alle altre squadre.

 
foto banner

 
Il livello di bravura dimostrato da tutti i giocatori nel corso del torneo è così alto che nessuno diviene titolare fisso, tranne il numero 23 dei Bulls e “Magic” Johnson, che è costretto però a saltare due partite a causa di un problema al ginocchio. In campo gli avversari sembrano spaesati di fronte alla superpotenza americana e non manca chi, addirittura, si porta la macchina fotografica e ne approfitta per ritrarsi insieme ai propri idoli.

 
foto per articolo

 
A mio parere se oggi l’NBA è un business da miliardi di dollari che riesce ad appassionare milioni di persone in tutto il mondo ed attirare giocatori da ogni parte del globo, è anche grazie alle fenomenali imprese compiute dal Dream Team.

 

Scrittori di classe, Sport
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Per la nostra sezione Sport, vi proponiamo il focus dedicato ai 32esimi di finale di Coppa Italia ...
  • "Al Tour de France trionfa lo sport, quello vero". Un approfondimento dedicato all'ultimo Tour de ...
  • Bill Russell è morto. Aveva 88 anni. Se ne va una leggenda della pallacanestro, il giocatore pi...
  • "La voce delle emozioni". Vi proponiamo oggi l'intervista alla filosofa e scrittrice Ilaria Gaspa ...
  • Joba è il nome d’arte di Giovanni Balduzzi, giovane cantautore che ha appena lanciato il suo n ...
  • "Canto per Europa, la migrante ferita dallo sguardo intelligente e profondo". Paolo Rumiz è stat ...

giovedì 11 Agosto 2022