Tre, due, uno… e poi?

Chi siamo, da dove veniamo, che senso abbiamo e… cosa facciamo a Capodanno? Alcune delle domande che assillano l’umanità da migliaia di anni.

Il 2020 si sta chiudendo. Una porta cigolante ed arrugginita che segna un capitolo difficile da lasciarsi alle spalle: tanto sollievo, ma anche tanta disperazione. Un libro che sembra non essersi mai aperto e la cui trama è destinata a rimanere ignota. È giunta l’ora di tirare le somme consapevoli che il bilancio annuale troverà difficilmente approvazione e che non ci resterà che decretare il fallimento. Forse sarebbe meglio iniziare a pensare direttamente a come festeggiare ferragosto 2021…

E invece anche quest’anno, con la puntualità che lo contraddistingue, il giorno più temuto e discusso del calendario è arrivato: il 31 dicembre. Alzi la mano chi, colto alla sprovvista e orfano dei buoni propositi iniziali, ha trascorso questa tanto decantata nottata nei modi più disparati e inimmaginabili possibili pur di non precipitare nel vortice della moralmente deprecabile solitudine. Perché il problema del Capodanno risiede proprio in questo macroscopico dettaglio: l’obbligo di divertirsi. Quest’anno no. Quest’anno è diverso. Il 2021 ci trova impreparati, sopraffatti dalla routine e dalle incertezze, mentre il tempo scorre, i minuti si confondono e così perfino questo giorno finisce per apparire esattamente come tutti gli altri. La comune trepidazione di chiudere a chiave una porta ci coglie alla sprovvista e incapaci di aprirne inevitabilmente un’altra: ma perché ce ne deve essere subito una seconda, senza nemmeno una pausa? La risposta appare più semplice e chiara di quello che si possa immaginare: se l’anno ormai passato fosse riuscito bene, non si dovrebbe ricominciare. Così, consapevoli del fallimento dell’annata 2020, non ci resta che metterci il cuore in pace ed affrontarne una nuova.

E poi, chi l’ha detto che il Capodanno trascorso tra le mura di casa non possa rivelarsi perfino migliore? Nonostante la fotografia marchiata Capodanno 2021 debba ancora essere scattata, non è del tutto impossibile anticiparne alcuni dettagli.

Primo piano: il cibo. Difficilmente si uscirà indenni dal cenone e, una volta seduti a tavola, la vera sfida dell’anno sarà rialzarsi. Proprio così perché – nonostante lo striminzito numero dettato dal quadretto familiare – il cenone sarà comunque allestito per 25, perché si sa, abundare melius quam deficiere. Così ti troverai ad ingozzarti di cibo senza nemmeno sentirti in colpa.

Secondo piano: l’anno finirà esattamente come è iniziato, bevendo. Quest’anno riuscirà anche a sorprenderti, nel momento in cui ti renderai conto di non dover in alcun modo guidare. E quindi che fai, non lo bevi quel bicchiere di bollicine in più?

Sfondo: il conto alla rovescia. Stretti sul divano, con l’ennesimo calice traballante tra le mani, ti accingerai a decantare con un sorriso tutto nuovo i numeri che appariranno sul grande schermo. Così, tra felicità e malinconia, l’intera Italia sarà lì, su quel divano, a contare assieme a te.

Ah, quasi dimenticavo. In questo 2021 i miei auguri più sentiti vanno agli astrologi, affinché il decreto sia positivo e si riesca a (ri)inziare con un pizzico di fortuna in più.

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sabato 23 Gennaio 2021