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Under UnderTrenta: intervista al direttore responsabile Federico Oselini (2°parte)

Leggi la prima parte dell’intervista.

Federico è approdato ad UnderTrenta solo in seguito proponendo la propria candidatura come redattore. “Nell’ambito giornalistico si devono cogliere le occasioni nel momento in cui si presentano: è un mondo molto difficile e competitivo, con condizioni spesso non ottimali. Questo progetto mi ha colpito fin dal principio: rappresenta quasi un unicum all’interno del panorama mediatico, perché permette di sperimentare in un ambiente protetto e privo delle pressioni che potrebbero esserci in altre realtà. Dà la possibilità ai giovani di trovare la propria dimensione sotto la guida di figure preparate e pronte a coadiuvarli. Credo che proprio questa libertà sia la sua forza e ciò che lo contraddistingue e lo fa funzionare così bene. La mia speranza è di riuscire a dirigerlo nel migliore dei modi per farlo crescere sempre più”.

La nostra è una realtà che si basa su una comunità di autori che, ognuno con i propri interessi e la propria individualità, concorre a creare una piattaforma di scambio di idee, di narrazioni e di storie. “Il giornalismo richiede grande responsabilità, nei confronti di se stessi, ma soprattutto dei lettori. Dover coordinare, gestire e organizzare questo tipo di responsabilità mi ha insegnato tantissimo e mi ha reso più consapevole e migliore. Quella in UnderTrenta non era la mia prima esperienza come caporedattore ma mi ha fatto scoprire la bellezza di avere a che fare con i giovanissimi, anche ragazzi delle superiori che si avvicinano per la prima volta al mondo del giornalismo: ho capito che molti condividono la mia stessa voglia di raccontare e di raccontarsi. Spesso hanno solo bisogno che qualcuno dia loro una possibilità e per me è una vera soddisfazione dirigere un progetto in grado di fornire loro voce e libertà di espressione”.

Federico, inoltre, lavora a stretto contatto con i giovani anche come formatore didattico presso la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. “Io credo che la scrittura giornalistica sia un grandissimo esercizio democratico: è praticamente una missione civica. Ci insegna a interfacciarci con la realtà quotidiana e ci istruisce al confronto con noi stessi e con il prossimo. È uno strumento fondamentale per una società funzionale e in modo particolare per i giovani, perché insegna loro l’importanza di essere cittadini consapevoli. Se poi qualcuno di loro volesse avvicinarsi a questa professione, mi sento di consigliare di crederci tanto e di capire se è quello che vogliono fare davvero. Serve avere il fuoco sacro che, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, spinge a non mollare mai e a dare sempre il massimo, con responsabilità e voglia di migliorarsi. La figura professionale del giornalista deve evolvere continuamente per adattarsi a un mondo in costante cambiamento: si deve essere predisposti al sacrificio ma se si resta tenacemente aggrappati alla propria passione prima o poi le occasioni e le soddisfazioni arrivano”.

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mercoledì 21 Febbraio 2024