Quale scienza nel nostro futuro? Intervista al fisico Guido Tonelli

Foto di Stefania Gadotti

“La scienza è una rivoluzione permanente. Una ribellione costante.” Semplicità e umiltà, le chiavi per comunicare ciò che appare complesso: così se ci chiedessero di riassumere in una frase il nostro incontro con Guido Tonelli, tra massimi fisici italiani e tra i padri della scoperta del Bosone di Higgs presso il CERN di Ginevra. Nell’ambito della rassegna “Agosto Degasperiano 2021”, di cui è stato ospite per parlare del ruolo e dei limiti della ricerca scientifica, abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

In questo anno e mezzo di pandemia abbiamo forse veramente compreso quanto la scienza giochi un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Che effetti crede possa avere questo, gettando uno sguardo al futuro, sulla concezione dell’opinione pubblica nei confronti della ricerca scientifica?

Ho un atteggiamento ottimista, in questo senso: spero che anche i più scettici si rendano conto di quanto, nonostante siano stati fatti enormi progressi e le società ci appaiono organizzate alla perfezione, ci sia sempre dietro l’angolo un rischio, un pericolo nuovo – che in questo caso si è materializzato sotto forma di un virus – e che l’approccio scientifico è quello in grado di fornire soluzioni a questi problemi: nel giro di pochi mesi, infatti, si è messo a punto un vaccino che sembra in grado di riuscire a contrastare a livello globale la pandemia. Il mio augurio è che non si ripresenti più un’epoca in cui gli investimenti nella ricerca scientifica vengano considerati sprechi e che l’insegnamento durissimo che abbiamo avuto in questi mesi ci aiuti ad avere un atteggiamento, in questa direzione, più responsabile.

Spesso la scienza sembra correre più veloce della nostra capacità di comprenderla generando, e lo notiamo in questi mesi, prese di posizioni antiscientiste. Ci racconta, in questo senso, l’importanza della divulgazione, ambito a cui lei ha rivolto, e continua a rivolgere, molte energie?

Le nostre società sono dipendenti dal progresso scientifico e ogni ambito della nostra vita “contiene” una quantità infinita di informazioni scientifiche. Il fatto che le persone spesso non ne siano consapevoli genera potenziali rischi: utilizzando solamente le cose, senza comprenderne il funzionamento, si ha l’impressione di infilarsi in una specie di “trappola tecnologica” di cui non si comprendono i contorni ma si intuisce solo la potenza. Da qui può nascere un atteggiamento aprioristico di diffidenza nei confronti della scienza che può rivelarsi estremamente pericoloso: non a caso ci sono molte persone, oggi, che non considerano il vaccino una soluzione bensì un potenziale rischio. In questo senso diventa fondamentale l’impegno da parte degli scienziati, dei governi, del mondo dell’istruzione e dell’informazione nel raccontare la scienza non come un fatto episodico bensì permanente: è necessario comunicare quello che la scienza fa includendo i dubbi, le problematiche e la mancanza di certezze che la caratterizzano.

Una provocazione: lei afferma che la scienza è fondata sull’errore e che è sempre alla ricerca della teoria capace di smentire quella precedente. Perché dobbiamo riporre fiducia cieca in questo “sentiero incerto”?

Questa è una bellissima domanda. La scienza cerca ostinatamente di esplorare quegli angoli reconditi in cui si può nascondere il fallimento delle ipotesi fino a quel momento vincenti e questo è una garanzia di serietà e completezza. Se in ambito scientifico si verificasse un atteggiamento opposto, cercando di “nascondere” tutte le prove che non coincidono e che non confortano la tesi prevalente, quello sarebbe – al contrario – pericolosissimo. Proprio in virtù di questa ricerca costante, quando si afferma che una soluzione è corretta al 99,9%, dobbiamo essere consapevoli che quella percentuale è studiata alla perfezione, anche se non raggiungerà mai il 100%. L’esempio calzante potrebbe essere quello relativo ai farmaci più comuni, che hanno effetti collaterali molto rari: proprio in virtù del fatto che sono stati studiati alla perfezione e con grandissima cura, si deve avere massima fiducia nei numeri comunicati.

PER LEGGERE LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA CLICCA QUI.

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sabato 18 Settembre 2021