Parole in guerra

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Ci sono delle cose che nella vita di tutti i giorni non mancano mai, cose che tutti usiamo ma che inesorabilmente sottovalutiamo: le parole. Sosteniamo che siano futili, che servono solo per esprimere disprezzo o apprezzamento. Non pensiamo minimamente al fatto che magari possano essere delle armi per fare del male, ma allo stesso tempo anche uno strumento per riparare, per aiutare.

Patrick Rothfuss una volta disse: «Le parole sono pallide ombre di nomi dimenticati. Come i nomi hanno potere, le parole hanno potere. Le parole possono accendere fuochi nelle menti degli uomini. Le parole possono far uscire lacrime dai cuori più duri». Questo è ciò che molti ritengono giusto, e io sono una di loro.

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Le parole non hanno un limite, sono infinite, possono fare tutto. Non sono come pistole e fucili, che possono colpire o mancare il bersaglio, le parole centrano sempre la loro preda. Le armi uccidono e rendono il dolore breve, le parole invece non uccidono ma feriscono e lasciano una ferita profonda, lacerante, che rimane per sempre.

Le ferite da armi da fuoco possono essere guarite con la medicina, ma quest’ultima non ha effetto con le ferite delle parole. Queste possono essere rimarginate solo e soltanto da altre parole, dette da chi ti ha ferito. Molte volte però la ferita resta, come le macerie di una casa dopo un terremoto devastante.

Dovremmo capire che in realtà sono armi forti, sicure, precise. Distruggono le protezioni che ci creiamo come se fossero burro.
Le parole sono come coltelli a lama doppia, possono fare male, procurare lesioni gravi, ma allo stesso tempo possono dare forza, speranza. Possono portare amore anche nei cuori più duri dove le tenebre hanno preso il sopravvento.
Le parole creano riparo, rifugi sicuri, dove potersi nascondere, proteggersi e talvolta salvarsi.

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Le parole sono forza e distruzione, amore e odio, speranza e perdizione. Siamo noi ad avere in mano questo potere, a decidere cosa farne. Possono corroderti dentro, nell’anima, come l’acqua fa con la roccia, goccia dopo goccia. Oppure possono costruire, poco a poco, come un fringuello fa con il suo nido. Possono dare futuro o distruggerlo. Le parole sono molto più vecchie e sagge di noi, in loro si nascondono significati diversi. Una parola ha un significato e un valore diverso a seconda del soggetto che la dice o la sente, per questo sono imprevedibili.

Le parole sono un’arte, una delle più importanti, delle più vecchie, bisogna saperle domare e conoscere per essere completi e forti. Solo così saremo veramente pronti per combattere le nostre battaglie interne e poterle addirittura vincere.

Cultura, Scrittori di classe, UnderWord
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giovedì 21 giugno 2018