Il terzo vizio

 

Inizia tutto da una mano.
Solitamente è la tua. Solitamente aiuta ad accettare e capire tutte le altre mani che arriveranno negli anni successivi.
La prima mano non si scorda mai, dicono.
Nel bene e nel male. Dicono.

«Domani la vedo.»
«Ma te la dà?»
«Eh. Boh. Sì? Non lo so.»

A luci spente è tutto più semplice, secondo alcuni. È l’altra faccia della paura del buio: non temi ciò che potrebbe nascondersi tra le ombre, ma ciò che vedresti se la luce fosse accesa.

«Quindi com’è andata?»
«E come vuoi che sia andata.»

È nella prima mano che si trova conforto quando le cose vanno male. O quando vanno bene. O quando vanno e basta.
Un’ossessione, in qualsiasi caso, ha due lati: la repulsione e il desiderio morboso. Spesso coesistono.

«Quindi com’è stato?»
«E come vuoi che sia stato. È un coglione. Per fortuna che…»

Per fortuna che abbiamo le mani.
Stasera pizza, Netflix e cura di sé. Tanta cura di sé.

«Tro-va-ti u-na per-so-na ve-ra.»
«Io sono una persona vera.»

Non è così legittima, come paura. In fondo è una cosa bella, di che ti preoccupi, buttati e basta.
Esistono paure illegittime? Paure di serie B?
In che modo una mano estranea non dovrebbe risultare spaventosa? Una mano, una bocca, un corpo: tutte cose terribili. Tutte cose che vanno bene solo quando sono tue.

«Guarda che non finisci mica all’inferno.»
«Eh, capirai. L’inferno. Tipo Paolo e Francesca, intendi?»
«Se vuoi vederla così.»

Per quanto tempo si può evitare prima che diventi strano? Quante scuse diverse – diverse davvero, non variazioni cromatiche delle stesse – esistono? E anche se ne esistessero abbastanza, quante se ne potrebbero accampare prima di generare dei sospetti?
Ho mal di testa.
Di sotto ci sono i miei.
No guarda, li ho dimenticati a casa.
Ma si è fatto davvero così tardi?
Ieri mi sono venute.
Non sei tu, sono io.
È una cosa importante, non voglio che succeda così.
Oggi fa freddissimo.

«Tu prova. È solo sesso.»
«Solo?»

Frase fatta per eccellenza: meglio soli che male accompagnati. Anche tutti i giorni, anche più volte al giorno, anche con oggetti, anche senza, anche davanti a un video, anche con la fantasia.
C’è una sola costante: inizia tutto da una mano.

 

Approfondimenti, I peccati capitali
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mercoledì 24 luglio 2019