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Sullo stato del ciclismo italiano

Il 2023 per il ciclismo italiano è stato un anno molto magro. Non è una sorpresa: fatta salva la vittoria di Colbrelli alla Parigi-Roubaix del 2021, sono anni che mancano vittorie italiane nelle classifiche dei Grandi Giri e nelle classiche più prestigiose. Del resto, nell’epoca dei grandi fenomeni come van Aert, van der Poel, Evenepoel, Pogačar e via dicendo, riuscire a ritagliarsi uno spazio nelle corse di primo piano è davvero difficile.

Però, c’è un però. Se al momento l’Italia non ha ciclisti in grado di affrontare gli alieni summenzionati, è pur vero che qualcosa all’orizzonte sembra muoversi, soprattutto nelle categorie giovanili. Ai fenomenali mondiali di Glasgow, nella categoria degli Juniores, Juan David Sierra (classe 2005) è arrivato quarto, fermato sul più bello da un problema meccanico che gli ha tolto la possibilità di giocarsi una medaglia che sembrava alla portata. Di pochi anni meno giovane è Lorenzo Milesi, che corre già tra i professionisti per la DSM e che al suo primo anno da pro ha già colto ottimi risultati. È stato medaglia d’oro a cronometro ai mondiali di Glasgow nella categoria Under-23, arrivando poi quinto nella prova linea, e ha indossato la prima maglia rossa alla Vuelta a España di quest’anno, dopo aver vinto la cronosquadre. Sono risultati, quelli di Milesi e di Villa, che lasciano ben sperare per il futuro. Naturalmente, il salto dalle categorie giovanili a quelle professionistiche non è semplice, ma tutto sembra giocare a loro favore.

E tra chi professionista lo è già? Il migliore degli italiani è stato, come da un po’ di anni a questa parte, Filippo Ganna. Se su strada sono mancate le vittorie di prestigio (se si esclude la bella cronometro conquistata alla Vuelta), su pista il campione verbanese si è confermato l’uomo da battere, riuscendo a conquistare la medaglia d’oro nell’inseguimento individuale dopo una clamorosa rimonta ai danni dell’inglese Dan Bigham. Si tratta della sesta affermazione personale in otto partecipazioni mondiali.

Ma non sono state tanto le vittorie a rendere speciale l’anno di Ganna, quanto i piazzamenti. Nel corso del 2023 il ciclista piemontese ha subito una trasformazione potenzialmente decisiva per il suo futuro: si è scoperto uomo da classiche e velocista. È arrivato secondo alla Milano-Sanremo, dietro solo a van der Poel e battendo van Aert e Pogačar, e sesto al Giro delle Fiandre. Nel corso della Vuelta ha preso parte a diversi sprint, dimostrando un notevole spunto veloce. Gli manca ancora qualcosa per il definitivo salto di qualità in questo senso, ma il tempo è dalla sua parte. Dopo l’importante appuntamento delle Olimpiadi di Parigi, Ganna si concentrerà verosimilmente sulla strada.

Infine, non va dimenticato Jonathan Milan, maglia ciclamino al Giro d’Italia 2023 e velocista dalle doti spaziali. Ha vinto una tappa nel corso dell’ultimo Giro ed è arrivato quattro volte secondo, non tanto per meriti degli avversari quanto per la sua inesperienza e per la smania di vincere. Se imparerà a giocare meglio le proprie carte, diventerà uno dei migliori velocisti in circolazione.

 

 

 

 

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venerdì 14 Giugno 2024