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Serie A, il focus sulla 37° giornata

“Se ci sono due modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”. Che la si chiami legge di Murphy, o legge da stagione calcistica nera, poco cambia. La gara del Bentegodi tra Hellas Verona e Empoli, per i padroni di casa, è una vera e propria sliding doors, con però una sola direzione percorribile: la vittoria. Vittoria per allungare in modo quasi definitivo sullo Spezia, che il giorno prima ne aveva presi quattro in casa dal Torino e che all’ultima se la vedrà con la Roma all’Olimpico. E fino al 95’ il copione sembra dar ragione al Verona, con il gol di Adolfo Gaich – che al 61’ piazza la zampata vincente alle spalle di un non irresistibile Vicario, che dimentica come già ai pulcini venga insegnato che un tiro non si respinge mai centralmente ma sempre lateralmente – che proietta virtualmente i gialloblu a + 2 sui liguri. Ed è qui che avviene l’impensabile: con un Verona inspiegabilmente schiacciato nei suoi 16 metri da più di dieci minuti, è Stojanovic a pescare il jolly (aiutato da una sfortunatissima deviazione di Magnani) e a cristallizzare il risultato sull’1-1, facendo piombare il Bentegodi in un silenzio irreale. Nel nostro consueto focus settimanale, vi proponiamo il pagellone del match.

Hellas Verona:

Montipò 6: Tiene in gioco i suoi con più interventi decisivi e capitola solo ad un passo dal fischio finale, senza evidenti responsabilità.

Magnani 5: Al di là dell’autogol, non da mai l’impressione di entrare in partita, soffrendo per novanta minuti le incursioni di un Empoli non certo arrembante.

Hien 5,5: Gioca una gara attenta, rispondendo colpo su colpo prima su Piccoli e poi su Destro. Vacilla anche lui, come tutto il reparto arretrato, nel finale di gara.

Cabal 4,5: In grave difficoltà sin dai primi minuti, non dà l’impressione di entrare in partita e lascia il posto a Ceccherini dopo appena 45’.

Terracciano 5,5: Viene servito poco e male e non incide in nessuna delle due fasi.

Sulemana 6: Associa corsa e grinta, nel centrocampo gialloblu appare quello più in palla.

Veloso 5: Torna titolare dopo settimane e la forma non ottimale appare evidente: fatica sia in fase di interdizione che d’impostazione.

Depaoli 5: Tanta corsa e poca lucidità: non riesce mai a sganciarsi con efficacia sulla fascia e ad incidere.

Tameze 5: L’Empoli gli costruisce una gabbia attorno e lui non trova mai il guizzo giusto. Potrebbe essere la sua ultima gara al Bentegodi e esce tra gli applausi.

Ngonge 6: Ci prova in tutti i modi ad incidere, suo il tiro che apre le porte alla deviazione vincente di Gaich.

Djuric 5,5: Fa a sportellate con tutti ma non riesce mai ad incidere. Quando dovrebbe provare a far salire la squadra nel finale sparisce come tutto il reparto avanzato gialloblù.

Abildgaard 4: Entra per alzare la diga difensiva ma fa acqua da tutte le parti, come tutta la retroguardia scaligera. Incomprensibile il suo progressivo indietreggiamento su Stojanovic in occasione del gol.

Gaich 6: Segna il gol che potrebbe valere, o quasi, la salvezza per la sua squadra grazie a un mix vincente d’opportunismo e cattiveria. Sul finale scompare assieme ai suoi compagni di reparto.

All. Zaffaroni-Bocchetti: Dopo un brutto primo tempo, indovinano la carta Gaich ma questo non basta: l’atteggiamento troppo remissivo nel finale li punisce a tempo quasi scaduto.

Empoli:

Vicario 5: Partita di ordinaria amministrazione, anche perché il Verona fa di tutto per non impensierirlo. Un voto in meno per quella respinta centrale che spiana la strada al gol scaligero

Ebuhei 6: Uno dei profili più interessanti della categoria: sempre al centro della manovra, rischia anche di trovare il gol del vantaggio.

Ismajli 5,5: Efficace in fase di copertura.

Luperto 5,5: Ngonge si rivela un brutto cliente, cresce con il passare dei minuti.

Cacace 5: Non la miglior gara della stagione: colpevole sul gol subito.

Haas 6: tanta corsa e grinta, meno lucido rispetto ai suoi standard.

Henderson 6,5: Entra e l’Empoli cambia marcia: tuttocampista.

Grassi 5,5: Fa tanta legna in mezzo al campo e quando può prova a rendersi pericoloso dalla distanza.

Akpa Akpro 6: Prova a spaccare la gara nei primi 15’, poi cala con il passare dei minuti.

Fazzini 6: Buon primo tempo di grinta e personalità.

Cambiaghi 6,5: Forse il migliore in campo dei suoi: una spina nel fianco per gli avversari.

Piccoli 5,5: Corre molto ma spesso a vuoto e non riesce a incidere.

All. Zanetti 6,5: Ha trovato la quadra e i cinque risultati utili consecutivi lo dimostrano. Da sottolineare l’impegno e la determinazione con cui i suoi giocano per 97’, nonostante non abbiano più nulla da chiedere alla classifica: una lezione di sport per il calcio italiano.

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mercoledì 17 Aprile 2024