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Newcastle United, Almirón è il segreto per il successo: dallo sfottò alla ribalta

“Il primo segreto [per la vittoria] è Ryiad [Mahrez]: lui doveva andare fuori al più presto, stava giocando come Almirón”, esclama un ebbro Jack Grealish, fresco di premiazione per la Premier League vinta con il City, mentre Bernando Silva, tra i protagonisti indiscussi della stagione 2021/2022, ride con lui e carica il tutto sulle proprie storie Instagram: milioni di persone lo visualizzano. Un momento sicuramente infelice di cui l’esterno sinistro inglese, ben lontano dalla condizione del suo “Prime Moment” all’Aston Villa, si è reso protagonista e che, in molti altri casi, avrebbe potuto attirare l’ira del diretto interessato. Miguel Almirón, ala del Newcastle United, si è espresso invece con una diplomazia infinita: “Non ho prestato attenzione, ero in vacanza con la mia famiglia e non avevo internet. No, non mi ha infastidito”, ha risposto a riguardo ai microfoni del Daily Mail.

Almirón era reduce da una stagione pessima con le sue Magpies, che avevano sulle spalle il peso delle aspettative già dall’ottobre del 2021, quando il club era stato acquistato dal principe ereditario Mohammad bin Salman. L’undicesimo posto della stagione precedente – specie dopo la ricostruzione della squadra con l’acquisto di Trippier, Wood, Guimaraes, Burn e Targett – era stato un fallimento, ma il piano dello sceicco saudita ha seguito perfettamente quello degli emiri proprietari del “lato blu” di Manchester: in maniera graduale i risultati possono arrivare. Infatti, in due sessioni di mercato sono stati spesi “solo” 120 milioni, una cifra irrisoria per i prezzi della PL, e tenendo conto che gli ultimi acquisti del mercato estivo sono stati giocatori ambitissimi come Isak, Pope e Botman, il tutto sembra funzionare per il meglio guardando la classifica oggi. Il Newcastle è al secondo posto in classifica, a distanza di un paio di vittorie da un sorprendente Arsenal.

Quest’anno, sotto la direzione di Eddie Howe, la squadra sta facendo il massimo, con tanti talenti individuali, calati perfettamente in un gruppo così coeso e supportato da una tifoseria innamorata del gioco che stanno esprimendo. Il migliore, per distacco, sembrerebbe essere proprio quel Miguel Almirón, deriso qualche mese prima da Grealish: il paraguayo conta 9 gol e 1 assist dopo 16 giornate; 9 è il numero di gol che aveva segnato nelle tre stagioni precedenti, in 110 presenze, con la maglia dei Geordies.

L’ultima prestazione monstre è arrivata contro il Leicester, dove il 28enne è riuscito a realizzare un gran gol e a confermare la stagione da record personale, i commenti dell’ala inglese sembrerebbero averlo “motivato” a dare il meglio di sé. La storia di Miguel è una di quelle che ogni tifoso potrebbe ascoltare all’infinito perché e originario di una famiglia “povera” ed è cresciuto in condizioni che hanno del surreale per molti: tutti dormivano nello stesso letto e il padre faceva turni di lavoro anche da 18 ore. Nessuno ha creduto in lui fino ai 20 anni perché era troppo esile, poi c’è stato l’exploit con il Lanus – con cui si è laureato campione in Argentina nel 2016 – e la conferma in MLS con l’Atlanta United – campione anche qui, nel 2018. Arrivando a questo girone di andata, si può tranquillamente parlare di una grandissima rivincita, personale e non.

Il talento cristallino di Grealish sembrerebbe essere stato offuscato dagli eccessi e dall’ambiente di Manchester ma nessuno dubiterebbe mai che del suo potenziale molto forte, lo stesso non si potrebbe dire di quanto capitato con Almirón che, da ex wonderkid, aveva perso considerazione nelle opache annate al Newcastle. La musica sembra essere cambiata e il segreto del successo del Newcastle non è nei soldi “sporchi” – sono tante le accuse di “footballwashing” per la dirigenza – ma nei numeri che l’esterno, originario del barrio San Pablo di Asunción, sta mantenendo, a discapito di quanto in molti si sarebbero aspettati all’inizio della nuova vita del Newcastle United.

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martedì 31 Gennaio 2023