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Italia-Austria, il Pagellone

Meno tre. Facendo eco alle parole di mister Mancini, e stante al tabellone, queste le gare che separano la nazionale azzurra da un traguardo che manca dal 1968. Dopo le prime sfide della fase a gironi, vinte senza eccesivi sforzi, gli azzurri si sono scontrati ieri sera con un avversario ostico, l’Austria di Sandro Foda: ci sono voluti quasi 120 minuti, e due conigli estratti dal cappello (Chiesa e Pessina ndr) per avere la meglio sugli avversari e guadagnarsi i quarti di finale.

Nel nostro consueto approfondimento undertrenta relativo a Euro2020, vi proponiamo il Pagellone di Italia-Austria:

Donnarumma 6: Non è precisissimo in occasione del primo gol (poi annullato) e anche sul secondo potrebbe fare di più. Amministra il resto della gara con esperienza.

Di Lorenzo 6: Non è in grande spolvero e si nota fin dall’inizio: c’è anche il suo zampino nell’azione del falso vantaggio degli austriaci, soffre spesso la fisicità degli avversari e solo nel finale riesce a prendere le misure gestendo con esperienza alcuni palloni che scottano.

Acerbi 6: Prova a far valere i suoi centimetri ma non sempre gli riesce, nel corso della gara cresce e contribuisce anche, quando può, all’azione offensiva.

Bonucci 6,5: Una garanzia là dietro: tre chiusure da applausi e, quando può, prova a mettersi in cabina di regia. Sembra tornato il Leo dei tempi d’oro.

Spinazzola 7: Il migliore in campo: ci prova in tutti i modi a rendersi pericoloso ed è una spina costante nel fianco degli avversari. Mezzo gol del vantaggio gli va attribuito d’ufficio.

Pessina 7: Suo il gol che blinda la gara.Inizialmente escluso dai convocati, sta dimostrando di meritarsi appieno la maglia azzurra: sia dall’inizio che da subentrante è sempre decisivo. Può davvero essere la sorpresa di quest’Europeo.

Jorginho 6,5: Meno in evidenza rispetto alle gare precedenti anche se non sbaglia praticamente nulla nella gestione del centrocampo: metronomo impeccabile.

Verratti 6: Vale quanto detto per Joginho, non brilla ma non perde un colpo: al netto di una condizione sicuramente non ottimale, fa valere la sua classe e le sue “idee”.

Berardi 5,5: Non sembra neppure lo stesso di qualche giorno fa: non entra mai in partita e spreca le uniche occasioni in cui potrebbe essere incisivo. Giustamente sostituito da Mancini.

Immobile 6: L’incrocio dei pali che coglie probabilmente sta ancora vibrando: per una questione di millimetri non trova un gol fondamentale. Per il resto della gara fa a sportellate con i granitici centrali Austriaci senza mai trovare la giocata giusta.

Insigne 6: Per tutta la gara fa sempre la stessa cosa: rientra sul destro senza mai incidere. Più efficace quando cerca di creare spazi per le discese dei compagni, porta a casa la sufficienza.

All. Mancini 6,5: Bravo e fortunato nella gestione dei cambi, riesce a ottenere l’accesso ai quarti. Non si apprezza però il bel gioco e l’intensità delle partite precedenti: questa gara, come da sua stessa ammissione, servirà da lezione. Nel prossimo turno, contro la vincente tra Portogallo e Belgio, mezzi passi falsi potrebbero non essere ammessi.

 

 

 

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mercoledì 17 Aprile 2024