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Il Trento rialza la testa: gli uomini di Tedino battono il Vicenza con un netto 4-1

Credits Carmelo Ossanna – A.C. Trento 1921

Il Trento è uscito vittorioso dall’ultimo match casalingo del 2023 allo ‘Stadio Briamasco’, nel quale ha saputo avere la meglio di un Vicenza troppo brutto per essere vero. Un successo che interrompe una striscia negativa che perdurava da ben tre giornate e che riconsegna agli aquilotti una certa tranquillità dal punto di vista psicologico per l’ultimissima gara dell’anno in quel di Meda contro il Renate sabato prossimo. Tanti gol ed un entusiasmo che iniziavano a mancare da ormai troppi giorni, sebbene mister Bruno Tedino abbia sempre riportato alla stampa di un clima molto sereno e abnegato nel lavoro di crescita e ripresa dell’intera squadra. Parole che, proprio contro il Vicenza, hanno trovato il proprio sfogo e la dimostrazione di quanto affermato, con un primo tempo davvero incisivo e convincente alternato ad una ripresa di controllo e tranquillità.

Di sorprese non ne sono mancate, da una parte e dall’altra: per quanto concerne i gialloblù, le novità sono arrivate a proposito dell’undici titolare che ha visto qualche nome nuovo e soprattutto un modulo completamente diverso rispetto al canonico e collaudato 4-3-3. L’affaticamento di Tomi Petrovic in settimana, infatti, ha costretto Tedino a stravolgere completamente lo scacchiere tattico e proporre un 3-5-2 visto soltanto in un’altra occasione, certamente meno memorabile, contro il Padova. A partire dalla linea difensiva, a protezione del portiere Russo, sono stati schierati Vitturini, Ferri e Obaretin, quest’ultimo reduce dalle ultime buone prestazioni come terzino, mentre nel folto centrocampo si sono posizionati Frosinini e Vaglica sulle fasce con Sangalli, Di Cosmo e Rada al centro a supporto delle due punte, atipiche, Attys ed Anastasia. Sul versante biancorosso, invece, più che la disposizione in campo, ciò che ha lasciato attoniti e sbigottiti è stato l’atteggiamento motivazionale di un Vicenza che, a prescindere da moduli e tatticismi, ha mostrato una certa inadeguatezza alla categoria lasciando campo libero al Trento che ne ha ampiamente approfittato. E pensare che, dopo il vantaggio iniziale di Rada, alla sua prima rete in maglia gialloblù, il Trento ha persino provato a mettersi il bastone tra le ruote da solo regalando clamorosamente un gol che il Vicenza non sembrava nemmeno poter segnare altrimenti. E invece, gli spettri del recente passato ci hanno messo un secondo a riaffiorare: il bello, stavolta, è che il Trento li ha saputi riconoscere immediatamente ed ha messo in mostra una reazione caratteriale che non si vedeva ormai da un po’. Nel giro di qualche minuto, infatti, sul finire della prima frazione ha piazzato una doppia zampata con Attys prima e Anastasia poi che ha di fatto chiuso i conti in vista di un secondo tempo da giocare con un pizzico in più di rilassatezza. E lo scenario è stato proprio questo, con un Trento attento ad arginare la timidissima reazione dei vicentini feriti nemmeno troppo nell’orgoglio, con la licenza di colpire per il definitivo 4-1 portando a termine una bella azione corale con Petrovic finalizzatore concreto.

È un risultato ampiamente legittimato dalla prestazione che, però, alla vigilia era quantomeno fantascientifico pronosticare: un Vicenza così arrendevole era difficile da prevedere, ma vanno dati i meriti al Trento per una prestazione che ha cancellato i brutti ricordi di Gorgonzola e Vercelli ed accende una bella luce in vista dell’ultima partita del girone d’andata di sabato prossimo contro un Renate in piena crisi. Un primo regalo è arrivato, ora serve concedersi una pausa natalizia con il sorriso che può arrivare solamente con un buon risultato anche in terra ospite in quel di Meda.

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venerdì 14 Giugno 2024