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Festival dello Sport: volley mondiale, i campioni siamo noi

Nella cornice dell’Auditorium Santa Chiara di Trento si è tenuto l’incontro con alcuni membri della squadra nazionale di pallavolo maschile, accompagnati dal C.T. Ferdinando De Giorgi, “un cabarettista prestato alla pallavolo” – come lo definisce amichevolmente l’ex-campione Andrea Zorzi. Incalzati da quest’ultimo, gli atleti Simone Anzani, Fabio Balaso, Gianluca Galassi, Daniele Lavia, Alessandro Michieletto, Riccardo Sbertoli e Leonardo Scanferla descrivono così la loro vittoriosa esperienza ai Mondiali 2022: “Incredibile, indimenticabile, commovente, memorabile, storica e speciale: una goduria! Il nostro obiettivo era goderci ogni istante e far abbassare i decibel ai tifosi polacchi che gremivano lo stadio di Katowice”.

Nonostante la finale sia stata molto combattuta, la partita più dura l’hanno giocata in semifinale contro la Francia, campionessa olimpica, che è stata sofferta fino all’ultimo set ma che alla fine ha visto trionfare i ragazzi della Nazionale. “Da giocatore avevo molti riti scaramantici e li rivedo nei miei atleti, che li usano per entrare nello spirito della partita. Da allenatore, invece, so che l’unica cosa che conti è la preparazione e ho potuto contare su una squadra con una forte cultura del lavoro. Il mio ruolo risiede invece nel festeggiare con sobrietà e deprimersi con coraggio”, spiega De Giorgi.

Al termine dei Mondiali molti giocatori sono stati premiati con riconoscimenti personali, ma è rimasto l’amaro in bocca per la mancata premiazione di Lavia che secondo il C.T. è “come il sale: in base a quanto ne metti, la pietanza acquista il giusto sapore”.

L’affetto e la stima reciproca tra coach e atleti è palpabile e veniamo così a scoprire le regole d’oro dell’ex-campione di pallavolo: non bestemmiare perché Dio può solo aiutare a vincere e non dire mai “Ci sto provando”. “Fare o non fare, non esiste provare”, afferma Anzani in un’imitazione di De Giorgi versione Maestro Yoda di Star Wars.

Da ex-palleggiatore Fefè ha bene in mente le strategie di gioco e sa cosa serve per gestire le altre posizioni, ma il suo punto di forza sta nell’ascoltare i propri giocatori e mantenere con loro un dialogo continuo. Ha potuto poi contare su un regista straordinario come capitan Simone Giannelli che, a detta del compagno palleggiatore Sbertoli, “nonostante non molli mai il campo, riesce a far sentire protagonista anche chi sta in panchina, coinvolgendoci con consigli sul gioco e privilegiando il nostro punto di vista esterno”.

Simpatici, belli, giovani ma soprattutto bravissimi, formano una squadra affiatata – legata dalla passione per Mario Cart! – e senza peli sulla lingua. Non risparmiano infatti una stoccata finale ai giornalisti della Gazzetta – testata organizzatrice dell’evento –: “È giusto che si parli di più della pallavolo, anche sulle prime pagine dei giornali!”. E Di Giorgi ci mette la chiosa: “Questi ragazzi trasmettono emozioni e valori tecnici che danno fiducia e speranza alle persone. Si sanno riprendere nei momenti critici senza mai lasciarsi andare allo sconforto ed essendoci sempre l’uno per l’altro: è questo che ci ha permesso di vincere i Mondiali. Ora dobbiamo proseguire in questo percorso che è del fare e non del provare: siamo vogliosi e affamati di scrivere ancora nuove pagine di questa storia”.

Sport
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lunedì 4 Marzo 2024