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Festival dello Sport: Sonny Colbrelli e Davide Cassani, emozioni che sanno di deja-vù

Emozioni a due ruote quelle vissute in Piazza Duomo a Trento, con Davide Cassani e Sonny Colbrelli a presentare i propri libri dedicati al loro mondo sportivo, rispettivamente “Ho voluto la bicicletta” e “Con il cuore nel fango”. È stata l’occasione per fare una carrellata a tutto tondo sul ciclismo, dall’esperienza da ct di Cassani alle vittorie di Colbrelli, toccando i temi scottanti che affliggono il ciclismo italiano in questo ultimo periodo, fino ad arrivare ai progetti futuri che potrebbero vedere, il condizionale è d’obbligo, un intreccio tra i percorsi professionali di Davide e Sonny.

Sembra di vivere un deja-vù: quella piazza, quella gente ad assistere e quei protagonisti uniti come non mai. È il 12 settembre 2021 quando Sonny Colbrelli si laurea campione europeo in quel di Trento dopo aver resistito agli innumerevoli attacchi del belga Remco Evenepoel, astro nascente del ciclismo mondiale. L’azzurro tiene in salita, oltre la soglia del dolore e della fatica: lo fa per il suo commissario tecnico, ad una delle ultime gare in ammiraglia. I due si gettano in discesa, fanno il loro ingresso in città, imboccano il rettilineo finale tra due ali di folla con Colbrelli davanti ed Evenepoel dietro: 250 metri alla fine e parte la volata, ma è solo questione di attimi. Non ce n’è per nessuno, Colbrelli esulta e siede sul trono dei più grandi consegnando il quarto titolo continentale consecutivo a Cassani.

A distanza di un anno la storia si ripete, seppur in abiti formali e sotto altre vesti: la location non cambia, il contesto si ma non per questo perde di valore, semmai ne assume. Stavolta non si parla di performance pura, ma di umanità, di umiltà e di rispetto, valori che al giorno d’oggi non è più così frequente incontrare nelle persone. Per Davide e Sonny è pane quotidiano e su quelle sedie in Piazza Duomo parlano al cuore della gente, con la stessa e solita onestà di chi non ha nulla da nascondere. Si parla di Vincenzo Nibali e di Michele Scarponi, del Giro d’Italia 2016 vinto dallo Squalo dopo una serie di attacchi nella terza settimana, di cosa ha funzionato e di cosa no nella lotteria dei mondiali e delle olimpiadi non sempre concluse al meglio, delle vittorie storiche di Colbrelli in un 2021 da incorniciare, dal Campionato Italiano a quello Europeo in casa fino ad arrivare alla Roubaix, e molto molto altro. Servirebbe un papiro infinito per elencare tutto, ma non è questo il senso: occorre riportare le emozioni, quelle vissute da loro in prima persona e quelle percepite da noi che li abbiamo ascoltati in rigoroso silenzio, fermandoli talvolta per far loro un applauso.

Di persone così, in un ciclismo povero come quello italiano in epoca attuale, non si dovrebbe mai fare a meno. Eppure Cassani è stato appiedato dalla Federazione Ciclistica Italiana, mentre Colbrelli, dopo l’infortunio occorso alla Volta a Catalunya, sta ancora studiando e delineando il proprio futuro, anche se – come dice lui stesso – la cosa importante ora è solo una: “Se potessi parlare al destino gli direi tante cose, anche se posso solo dire di essere grato per poter essere ancora qui”.

Sport
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mercoledì 1 Febbraio 2023