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Festival dello Sport: Gaza Cafè con Amos Mosaner

Lo guardi con gli occhi di un bambino sognante pensando a ciò che è riuscito a raggiungere, lo ascolti raccontare le sue imprese con tanta naturalezza che tutto sembra persino facile, eppure non tutti possono vantare un oro olimpico con un percorso netto di 11 vittorie in altrettante partite giocate. In tutta questa emozione che provi nello stargli accanto, quando gli parli ti sembrerà di averlo sempre conosciuto: è uno alla ‘buona’, come si direbbe in questi casi, umile e solare, il classico bravo ragazzo cresciuto in una famiglia che gli ha insegnato i grandi valori della vita.

Il primo evento della quinta edizione del Festival dello Sport 2022 è stato aperto da un trentino doc, e non poteva essere altrimenti: Amos Mosaner, infatti, ha inaugurato la manifestazione sportiva con base a Trento e lo ha fatto con la sua classica genuinità e simpatia che lo ha contraddistinto prima e dopo il trionfo a Pechino. Tanti i temi trattati dal cembrano, affiancato dalla sapiente guida di Barbara Pedrotti a celebrarne i contorni, dando risalto alla mezzora passata in compagnia al Palazzo Benvenuti Caffè: dall’oro olimpico, ai valori della famiglia, passando per il tifo passionale per l’Inter ed il parallelismo tra calcio e curling per quanto riguarda il gioco di squadra, il tempo è volato in un baleno ed è stato un peccato doversi salutare.

Si è partiti dagli inizi della carriera di Amos, da quando aveva quattro anni ed il suo cuore batteva per il ciclismo e per il curling: i primi passi, o per meglio dire scivolate, sul ghiaccio di Cembra si mescolavano con le pedalate alla scoperta del mondo circostante, non tralasciando la componente fondamentale che sta alla base di ogni sport, il divertimento. Con il passare degli anni e l’impegno scolastico sempre più intenso, praticare due sport risultava difficile ed oneroso in termini di tempo, così il giovane Amos si è trovato costretto a dover fare una scelta importante: continuare a pedalare o tentare la via del curling? La risposta la conoscono tutti. Quello che è arrivato dopo, parliamo di tempi recenti costellato di gioie e soddisfazioni, di medaglie europee, mondiali ed olimpiche, è stata l’apoteosi di un percorso costruito grazie all’abnegazione, al sacrificio ed un’innato amore per lo sport. Anche l’ingresso nell’Aeronautica Militare ha segnato un passo importante per la carriera di Amos Mosaner che ha potuto trasformare una passione in un vero e proprio lavoro. Ora gli obiettivi futuri, in un anno post-olimpico, cambiano irrimediabilmente specie se si considera l’istituzione della nuova squadra trentina: le energie andranno canalizzate lì, ma lo stesso protagonista non ha escluso che nei prossimi anni ci si possa preparare di nuovo per difendere il titolo ai Giochi di Milano-Cortina 2026.

In chiusura, l’accento si sofferma sui grandi campioni presenti al Festival dello Sport ed uno in particolare colpisce Mosaner: è Marcell Jacobs, campione olimpico anch’esso, ma dei 100 metri piani ai Giochi di Tokyo. Spende parole di stima e di ammirazione e non lesina nemmeno quando gli chiedono un parere su altri ospiti: e badate bene, non sono complimenti di circostanza, di quelli che si fanno quando si deve per forza parlare bene di qualcuno. L’umiltà è un dono innato che questo ragazzone possiede, partito con un sogno da bambino ed arrivato con una splendida medaglia d’oro olimpica al collo.

Sport
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giovedì 29 Settembre 2022