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Festival dello Sport: Crippa e Stano, nati per correre

Nati per correre: con questa premessa Yeman Crippa e Massimo Stano si sono presentati in Sala Depero a Trento per presenziare ad uno dei tanti eventi dedicati all’atletica, più in particolare al fondo ed alla marcia, in questa quinta edizione del Festival dello Sport. Una piacevole ora di sport, e non solo, trascorsa tra grandi sorrisi, curiosi aneddoti e quel pizzico di irriverenza di chi sa il fatto suo. Il trentino Crippa fa subito gli onori di casa, mentre il pugliese Stano ci mette poco ad ambientarsi: si comincia con i giochi di parole riguardanti il cognome del campione olimpico e mondiale di marcia, quelli che sulle pagine della Gazzetta dello Sport rimarranno indelebili a caratteri cubitali.

La genuinità dei due finisce per contagiare in un batter d’occhio la sala che appena può fa sentire il proprio calore con applausi scroscianti e silenzi attenti: “nati per correre” dicevamo, era questo il titolo dell’evento anche se – per stessa ammissione di Massimo Stano – “se corro mi squalificano subito…”, e come dargli torto. La storia di Yeman Crippa parte da molto lontano: di origini etiopi, viene adottato assieme ai fratelli da una famiglia lombarda che risiede in Trentino, è l’inizio della crescita di un campioncino. Quest’anno ha conquistato l’oro nei 10 mila metri all’Europeo di Monaco ed un bronzo nei 5000, ma la strada da percorrere per realizzare i propri sogni – dice lui – è ancora lunga: con ogni probabilità tenterà la fortuna su distanze sempre più lunghe fino ad arrivare alla maratona, il vero punto d’arrivo per un fondista di questo calibro. Per Massimo Stano, invece, è diverso: lui percorre già le lunghe distanze e, suo malgrado, la carta d’identità non viene troppo in suo aiuto. Non è affatto vecchio, sia chiaro, ma di certo il suo punto di vista mira anche all’ottica futura ed a ciò che sarà una volta chiusa la vita da atleta. Corre, studia e trascorre tempo con la famiglia, in poche parole si diverte e fondamentalmente il segreto è proprio questo: “Noi atleti delle endurance siamo un po’ pazzi, amiamo la fatica. Quando non sarà più così vorrà dire che sarà arrivato il momento di smettere, ma non è ancora arrivato.”

Si passa poi ad argomenti più seri e delicati che colpiscono nel segno le istituzioni, ovviamnte sempre con quella nota di simpatia e ilarità volte a mascherano qualsivoglia polemica. Le parole di Crippa sono eloquenti nello spiegare quanto il Trentino sia un’oasi perfetta dove potersi allenare, mentre dall’altra gli fa eco Stano che pone l’accento sulla carenza di strutture idonee in Puglia che possano sia permettere agli atleti di allenarsi, sia stimolare le nuove leve ad intraprendere un percorso formativo legato allo sport, togliendoli dalla strada.

L’ora finisce ed è ora di salutarli, ma nessuno vorrebbe alzarsi dalla sedia. È passato tutto troppo in fretta, ma tant’è… se continueranno su questa strada, proseguendo con i successi ottenuti fin qui, avremo ancora molto tempo per sentire i loro racconti e tifare sempre per quest’Italia che nel fondo e nella marcia torna a fare la voce grossa.

Sport
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mercoledì 1 Febbraio 2023