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FDS 2023 – Zlatan Ibrahimovic: “Io sono il calcio”

Il Teatro Sociale di Trento, nel corso dell’ultima giornata della sesta edizione del Festival dello Sport, ha ospitato il “Dio del calcio” Zlatan Ibrahimovic. Il gigante svedese ha raccontato la sua storia ripercorrendo le tante squadre in cui ha giocato, partendo dall’infanzia complicata dove “non mi comportavo sempre bene”, fino all’incontro che gli ha cambiato la carriera con il procuratore sportivo Mino Raiola e allo straordinario scudetto vinto con il Milan prima del suo ritiro.

“Ho sempre giocato con il pallone, lo portavo sempre con me. Anche se mi dicevano che non ero un talento, che non ero bravo a calcio, è sempre stata la mia adrenalina”. Zlatan, dopo gli anni nelle giovanili del Malmö, è andato all’Ajax con cui ha ufficialmente iniziato la sua carriera da professionista. Ad Amsterdam ha incontrato Raiola, diventato poi un amico fidato e un compagno di avventure fino alla sua scomparsa, e con cui la sua carriera ha avuto la svolta definitiva. Ibra ha raccontato che, durante il primo incontro nel ristorante giapponese, Mino gli aveva detto: “Ma tu vuoi diventare più ricco o più forte? Più forte? Bene perché con più forte diventi più ricco”.

Negli anni successivi le esperienze con Juventus e Inter lo hanno portato alla fama mondiale e al trasferimento nel Barcellona dei fenomeni. Esperienza che si è dimostrata molto negativa a livello personale in quanto il club perse la semifinale di Champions proprio contro i nerazzurri. A tal proposito ‘Ibracadabra’ ha dichiarato: “Andare al Barca era un sogno. Giocavo poco ma diventavo sempre più forte di testa. Abbiamo perso 3-1 l’andata contro l’Inter ma se c’era Var…”. Dopo questa stagione complicata il ‘divino’ si è trasferito al Milan grazie alla perseveranza di Galliani con cui vinse subito il tricolore. Il successivo passaggio al PSG fu travagliato perché “Io non me ne volevo andare, io stavo bene a Milano, ha fatto tutto Mino”. Nel PSG militò per quattro anni prima di iniziare la nuova sfida con il Manchester United allenata da Josè Mourinho. “Tutti mi dicevano di non andare, che ero troppo vecchio a 35 anni per giocare in Premier League, ma io ci sono andato e ho vinto, così come ho fatto poi in America con il LA Galaxy prima di andarmene e di dire che ora potevano tornare a guardarsi il baseball”.

Infine, come ultimo step di una straordinaria carriera, il ritorno al Milan e l’incredibile vittoria dello scudetto nella stagione 2021-2022 all’ultima giornata contro il Sassuolo. “Il mio scudetto preferito in assoluto, perché la squadra non era favorita neanche per arrivare in Champions. I compagni di squadra non erano superstar, io son arrivato dopo un 5-0 contro Atalanta in una situazione molto difficile. Si è man mano formato un gruppo straordinario, mai avuto un gruppo così”.

Questa è la storia di una leggenda, di un uomo capace di incidere sotto tutti i punti di vista in qualsiasi squadra abbia giocato. Unico nel suo genere e con un futuro che ci auguriamo possa ancora essere nel mondo del calcio.

A cura di Diego Morone e Giovanni Iannucci

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lunedì 4 Marzo 2024