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FDS 2023 – Pennetta e Schiavone: le amiche geniali

“Quando sei in carriera non hai il tempo di conoscere le tue colleghe, sei molto concentrata su te stessa e solo quando finisci ti rendi conto di questo meccanismo”, riflettono Flavia Pennetta e Francesca Schiavone a Il Festival dello Sport 2023 di Trento. Solo dopo aver conquistato quasi tutti i record italiani di tennis femminile, sia in singolo che in doppio, hanno infatti potuto dedicarsi al karaoke e al burraco.

Si incontrarono per la prima volta al centro federale di tennis, dove Schiavone era già una campionessa. Naturale allora che diventasse da subito il punto di riferimento della compagna più giovane, sebbene fossero una l’opposto dell’altra. “Durante la competizione al di là della rete il tuo avversario non ha volto, solo abilità e capacità. Quando poi raggiungevamo un risultato – la conquista di una coppa o un rating più alto in classifica – per l’altra rappresentava uno sprone a fare sempre meglio”.

Pennetta proclama l’addio al tennis nel 2015 dopo aver vinto un torneo del Grande Slam e alla vigilia delle Olimpiadi di Rio. Nonostante questo, afferma di non aver mai provato rimpianti. “Certo, quando assisto a una partita mi mancano l’adrenalina e le emozioni del gioco, ma penso che questo succeda a qualsiasi sportivo indipendentemente dal ritiro. Io poi l’ho fatto convintamente per iniziare una nuova fase della mia vita, per crearmi una famiglia. Come genitore cerco di trovare il giusto equilibrio, ma mi rendo conto che la tecnologia fa sì che i ragazzi vivano una vita in velocità. Questo comporta che non abbiano più la pazienza di raggiungere i propri obiettivi: quando le cose non riescono con facilità e nell’immediato, abbandonano o cambiano. Parlano spessissimo di noia ma anche noi ci annoiavamo ed è giusto imparare a sopportarla”.

Il tema delle nuove generazioni è caro anche alla compagna che dopo il ritiro ha fondato la propria accademia di tennis, Schiavone Team Lab. “I giovani d’oggi sono molto diversi da noi: spesso quello che mostrano non è quello che sono o che provano davvero. Noi eravamo più diretti ed era più facile comunicare, mentre con loro devo sforzarmi per trovare il giusto approccio in modo da coniugare la loro velocità e le loro capacità con la nostra semplicità. Mi capita spesso di vedere ragazzi per strada a non fare nulla e insieme a Flavia ragioniamo su come poter fornire loro un’alternativa. Ci piacerebbe cambiare la Federazione in modo da fornire maggiori opportunità di sport sia a giovani che ad adulti. Siamo una nazione molto maschilista ma anche talentuosa e creativa: ci vorrebbe un sistema che ci conferisse il giusto valore in modo inclusivo e antidiscriminatorio, con maggiori contributi, una migliore organizzazione e aiuti alle famiglie. La coppa è l’ultima cosa: è il cammino a fare la differenza”.

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mercoledì 21 Febbraio 2024