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FDS 2023 – Mazzara e Zarattini: generazione skate

Il tema fondante dell’edizione 2023 de Il Festival dello Sport di Trento è “la grande bellezza”. Non poteva pertanto mancare lo skateboard che combina al suo interno giovani e futuro.

A sua rappresentanza sono saliti sul palco del Palazzo della Regione gli skater Alessandro Mazzara e Lucrezia Zarattini, che a questa disciplina – nata in California per l’allenamento su terra dei surfisti e diventata sport olimpico a Tokyo ‘20-’21 – si sono avvicinati, rispettivamente a sei e undici anni, quasi per caso, ma che hanno potuto godere fin da subito del supporto delle famiglie. “Nel 2018 mia madre incontrò fortunosamente il mio allenatore, Daniele Galli, che vide in me delle potenzialità da sviluppare. Spero che in futuro sempre più ragazze si avvicinino a questo mondo perché è una comunità molto inclusiva”, ci racconta la skater milanese.

Nel caso del romano Mazzara fu il padre ad accompagnarlo per la prima volta allo skate park dove avrebbe potuto utilizzare le sue scarpe con le rotelle, salvo poi vederlo appassionarsi alla tavola. “È uno sport molto duro in cui si cade spesso e ci si può anche fare molto male. Iniziare da piccoli aiuta perché si ha meno paura e ci si rialza facilmente. Man mano che si cresce diventa fondamentale potersi confrontare con altri atleti: si fa comunità, ci si spalleggia l’un l’altro e, nonostante ci sia molta competitività, si esulta sempre genuinamente per le vittorie altrui”.

L’impegno e la dedizione fanno sì che questi ragazzi si allenino per tre/quattro ore ogni giorno, affrontando anche il problema italiano della mancanza di attrezzature e skate park. “A Milano la situazione è un po’ migliore perché abbiamo un campo indoor che permette l’esercizio a prescindere dal meteo, Alessandro non è altrettanto fortunato. I più attrezzati restano comunque i californiani e pertanto ci ritroviamo a dover viaggiare spesso non solo per le gare ma anche per gli allenamenti stessi. Negli USA ci si può poi confrontare con gli atleti più forti che è l’unico modo per migliorare davvero”, spiega Zarattini.

I numerosi viaggi influiscono anche sulla vita scolastica dei due giovani: Mazzara sta infatti ripetendo il quinto anno di superiori, mentre la collega dovrebbe iniziare il primo alla facoltà di Scienze Motorie. “Quando lo skate è diventato più un lavoro che un divertimento mi sono chiesto se non fosse il caso di abbandonare, ma alla fine sono riuscito a trovare un equilibrio e ora sono felice di aver continuato. Ciò che più mi piace di questo sport è che mi permette di organizzarmi il tempo a disposizione come ritengo più opportuno. Guardo agli obiettivi un passo alla volta: tra poco ci saranno i campionati di Dubai e poi le Olimpiadi di Parigi 2024, le cui qualificazioni sono ancora tutte da giocare”, confida lo skater romano.

Durante le competizioni sono poi soggetti ad una fortissima pressione che non sempre riescono a gestire e per questo motivo a volte sono seguiti da un mental coach che insegna loro a trasformare l’ansia in energia positiva e a non agitarsi alla vista di un pubblico numeroso. “All’ultima gara ad Ostia, vedere tutti quei tifosi e sentire il loro calore, ci ha davvero caricati: c’è una creatività intrinseca in questa disciplina che si esplica nello stile unico di ogni atleta e che appassiona lo spettatore”.

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lunedì 24 Giugno 2024