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FDS 2023 – Jean Pierre Papin: Monsieur Gol

Il filo conduttore del Festival è stata “La Grande Bellezza”. Nel calcio, il massimo splendore, per quanto riguarda i trofei individuali, è senza dubbio il Pallone d’Oro. Prima che l’era di Messi e Ronaldo rendesse pressoché impossibile, per almeno dieci anni, inserirsi nel dibattito per la vittoria finale, il premio – assegnato dai francesi del France Football – passava, quasi di anno in anno, a una stella, prima esclusivamente europea e poi, dal ’95, anche mondiale. I ricordi portati sul palco del Teatro Sociale da Jean Pierre Papin, si sono sviluppati proprio dal tema Pallone d’Oro: nel ‘91 Papin lo vince, ma perde una finale di Coppa dei Campioni. La scelta di passare dal Marsiglia al Milan, nel ’92, è indirizzata anche dalla sconfitta in finale, ma Monsieur Gol di finale finisce per perderne un’altra, ma oltre il danno arriva anche la beffa: la sconfitta in finale arriva contro la sua ex squadra, il Marsiglia. <<Quello che mi ha tranquillizzato è che, a fine partita, mi hanno detto che è stata una vittoria che ho costruito anche io>>, ha commentato a riguardo.

Il Milan in cui Papin ha passato qualche anno, però, non sarebbe potuto rimanere senza la, appena “coniata”, Champions League: il 4-0 al Barcellona è un evento storico e per quanto Papin fosse in tribuna, quella vittoria l’ha sentita sempre sua. La talk con l’attaccante ha svariato poi su moltissimi temi, da Donnarumma (<<Ogni tanto fa errori clamorosi…>>), a Giroud, anche lui in veste di portiere (<<Io lo feci nell’89 di andare in porta… Lo sento ogni settimana, grande attaccante>>). Papin ha parlato anche di panchine: Gattuso è la sua “scommessa”, ha piena fiducia in lui e crede <<Potrebbe essere quello giusto per riportare il Marsiglia (di cui Papin è consigliere della presidenza) dove “dovrebbe essere”>>, ma anche su Garcia, al quale <<Non è stato dato abbastanza tempo>>.

C’è stato anche modo di ascoltare la sua esperienza con la sua associazione, Nove di Cuori. Il lato umano del calciatore è stato capace di toccare, senza dubbio, l’intera sala: <<Quando a mia figlia Emily è stata diagnosticata la paralisi cerebrale abbiamo cominciato a lavorarci su. Arrivato al Bayern la portai negli Stati Uniti per delle visite, una cura c’è, ma non tutti possono permettersela: i dottori ci dicevano che non avrebbe mai camminato, oggi corre dieci chilometri al giorno con me, sa leggere, scrivere, contare>>. L’aiuto dell’associazione, per altre famiglie che vivono circostanze simili viaggia su numeri altissimi.

Giunti alla conclusione dell’evento, c’è stato modo di dialogare con il bomber francese, che può vantare ben 596 partite condite da 333 gol.

Papin, crede che le assegnazioni del Pallone d’Oro siano state sempre giuste negli ultimi anni? Serviva un francese, Benzema, per chiudere il ciclo di monopolio tra Ronaldo e Messi?

Benzema era meritato e già lo meritava prima, l’unico grande rimorso è che non sia stato assegnato a Lewandowski.

Diceva invece prima, durante l’evento, che almeno l’85% dei giocatori francesi “è forte”. Tra i giovani chi vede bene? Magari Cherki, Barcola.

Barcola sarà un grande, non lo è ancora ma lo sarà.

A cura di Diego Morone e Giovanni Iannucci.

 

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lunedì 4 Marzo 2024