Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Che cos’è il padel e perché sembra che non si giochi ad altro

Il padel è il gioco più diffuso a livello underground, almeno per quanto riguarda l’Italia. Ma che cos’è e per quale motivo piace a tutti?

Boh. Chi scrive mal sopporta gli sport di racchetta, padel compreso, figurarsi se sa perché sono così popolari. Ma nel paesino in cui abito (2400 anime) sono stati aperti non uno, ma due campi di padel che stanno facendo vorticare l’economia locale, attirano gente da fuori, danno lavoro (nota a margine: anche a chi scrive), piacciono. Una vera e propria impresa imprenditoriale in una zona depressa e sempre più anziana. Giochi in casa: vuoi non parlarne?

Che il padel sia lo sport del momento è fuor di dubbio. La vera domanda è come lo sia diventato. No, perché nessuno ne parla in televisione o sui giornali e giusto sui social si muove qualcosa, ma sempre a livello individuale, mai organizzato. Insomma, manca ancora una cultura padelistica, almeno in Italia. Prima o poi nascerà – a forza di giocare è naturale che accada, visto che livello e aspirazioni si alzeranno -, ma per ora chi gioca lo fa senza grosse pretese o pressioni. E forse questa è la formula vincente. Attorno al padel c’è ancora un alone di mistero che esalta gli iniziati, quasi appartenessero a un culto che sanno destinato a sconvolgere il mondo. E quindi giocano e giocano e diffondono il verbo e giocano. Ma sempre a un livello amatoriale.

Con quanto segue mi inimicherò due categorie di sportivi: i tennisti e i padelisti. Io grosse differenze tra i due sport non ne vedo. Mi manca probabilmente quella finezza per cogliere le sfumature che li distinguono, ma al momento mi sembrano uno la versione più pigra dell’altro, e non lo intendo per forza in senso spregiativo. Nel tennis il dispendio fisico è elevato: si corre tanto, perché i campi sono più grandi e si gioca generalmente da soli, e i colpi sono più violenti e meno precisi. Nel padel invece la potenza non è tutto, anzi in certi casi è sconsigliata. Ottiene invece migliori risultati il giocatore astuto, quello che gioca di precisione, sfruttando magari i rimbalzi sui vetri e i cambi di direzione sulle grate. Per questo il padel mi sembra uno sport più pigro: si corre meno, si usano meno muscoli. Mi è capitato di osservare più volte match di padel e di tennis e dal primo i giocatori escono meno sudati, c’è poco da fare.

Tutto il resto è uguale: il sistema dei punti, i falli, le righe sui campi, la rete, i set, i game e via dicendo. In fondo i due sport si riducono a questo: buttare la pallina dall’altra parte, evitando che rimbalzi sul proprio campo più di una volta. Certo, esistono altri cavilli e alcune sottigliezze nel regolamento, ma in sostanza il gioco è questo. E, discorso valido per quasi tutti gli sport, anche il padel diverte solo chi ci gioca, proprio come il tennis. Al di là del tifo, non riesco proprio a capire come una persona possa rimanere diciamo un’ora o un paio d’ore (o anche di più) a guardare quattro tizi tirare una pallina di qua e di là rispetto a una rete. È una cosa noiosa oltre ogni immaginazione: dopo dieci minuti hai già visto tutto. Anche perché comunque non stai ammirando le gesta di Jannik Sinner o di Juan Lebrón Chincoa.

Sport
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

lunedì 4 Marzo 2024