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Buongiorno, corriamo?

Ho l’abitudine di spiare l’arrivo della luce in giardino, mi soffermo ad aspirare l’aria scura e ascolto il rumore di un mondo muto che non ha ancora varcato i confini del letto. Si dice che il mondo è di chi si alza presto. Non è vero. Il mondo è di chi è felice di alzarsi presto.

Sono le cinque del mattino e questo è il racconto di un morning runner. Scendere dal letto, scrollarsi di dosso la ruggine accumulata durante il sonno, indossare le scarpe e trascinarsi fuori di casa. Ci vuole coraggio. Il coraggio di partire è quello che fa la differenza.

La prima volta che decidi di alzarti presto per andare a correre ti sembra qualcosa di speciale. Trascorri i primi cinque minuti tentando di collegare il cervello agli arti inferiori, indossando i panni di un bambino spaesato strappato al caldo abbraccio del piumone. Le ossa immaginano l’umidità che dovranno sopportare. La testa, stancamente, chiede perché bisogna uscire di casa. Poi, senza fretta, inizi a correre, la rugiada sull’erba del mattino ti bagna le scarpe e ti ritrovi a sorprenderti di fronte ad un silenzio che ti è del tutto nuovo e ad una luce prima d’ora sconosciuta. Una corsa senza cronometro al polso su uno dei tanti lungomari della nostra vita, con il profumo del mirto o della lavanda nelle narici.

Certo, le prime volte sono semplici, racchiudono in sé adrenalina, stupore, orgoglio e anche un po’ di altezzosità. Il problema è un altro: non è facile stabilire una sessione di sudore mattutino come parte della tua routine. E, per non farci mancare nulla, tutto ciò prima di fare colazione (triste verità).

Ma perché correre la mattina?

Scegliere le prime ore del mattino è una scelta difficile – come negarlo – ma gratificante. Chi corre al mattino è un po’ curioso e inusuale, ha quel non so che di diverso che lo rende unico. No, non è vanagloria, chi corre la mattina ha veramente un modo tutto suo di affrontare la giornata: esce ancora quasi in pigiama e si stiracchia per i primi due chilometri buoni. Chi corre la mattina non abbina le scarpe alla maglietta e non si sistema i capelli, tanto – figuriamoci – chi vuoi che lo veda. I morning runner si conoscono, si salutano e si sorridono: stessa ora, stesso ritmo, stesso giro. Sono un gruppo disomogeneo e disorganizzato che non prova interesse nel competere con il proprio vicino, ma che, anzi, si preoccupa se quello stesso vicino non si fa vedere per due mattine di fila.

Si sceglie di correre la mattina perché – certo – alzarsi accompagnati dal profumo del caffè è bello, ma svegliarsi con la musica che ti spinge nelle orecchie, il sudore che ti accarezza la fronte e la mente che si scioglie ad ogni passo, è sempre un po’ più bello.

Costruirsi la propria libertà, riscoprire timidamente le ombre e i giochi di luce, respirare il freddo dell’alba, ascoltare in silenzio il proprio corpo, dire“ce l’ho fatta”.

Tutto questo è correre la mattina. Tutto questo sono i morning runner.

Allora, pronto per correre?

Sport
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mercoledì 1 Febbraio 2023