Dossier – La guerra inquina

La guerra inquina e contribuisce al riscaldamento globale, che a sua volta provoca il cambiamento climatico. Un cambiamento che ormai ha raggiunto i livelli di una vera e propria crisi. In questo dossier analizzeremo come la guerra abbia contribuito e contribuisca all’inquinamento mondiale, concentrando l’attenzione sul ruolo della Difesa statunitense.

Cliccando qui troverai le altre sezioni del dossier:

  • Il caso Kabul
  • “Chi fa cosa”: la campagna Codepink
  • Il cambiamento climatico: moltiplicatore di minacce
  • Guerra e violenza di Stato

 

Difesa Usa maxi inquinatrice

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha un’impronta di carbonio annuale maggiore rispetto alla maggior parte dei paesi sulla terra. A rilevarlo è uno studio collegato al progetto “Costs of War” della Brown University che analizza come, con una fitta rete di basi e reti logistiche, l’esercito americano è il più grande emettitore di anidride carbonica nel mondo, contribuendo per circa il 5 percento delle emissioni del riscaldamento globale. Altri studi dicono che se il Pentagono fosse un Paese, il solo consumo di carburante ne farebbe il 47 ° emettitore di gas serra più grande del mondo, maggiore di intere nazioni come Svezia, Norvegia o Finlandia. Le emissioni militari statunitensi provengono principalmente dal rifornimento di armi e attrezzature, nonché dall’illuminazione, dal riscaldamento e dal raffreddamento di oltre 560mila edifici in tutto il mondo.

Dall’invasione dell’Afghanistan nel 2001, si stima che l’esercito americano abbia emesso 1. 2 miliardi di tonnellate di carbonio nell’atmosfera, mentre, per fare un confronto, l’intera emissione annuale di carbonio del Regno Unito è di circa 360milioni di tonnellate. Oltre a emettere milioni di tonnellate di anidride carbonica durante la guerra, l’impronta militare degli Stati Uniti ha contribuito alla distruzione dell’ambiente afgano. Attraverso la combustione dei rifiuti e altri mezzi, le forze armate statunitensi hanno rilasciato nell’aria inquinanti tossici che sono accusati di aver provocato malattie nei civili afgani e causato malattie croniche tra i veterani statunitensi.

Il caos ambientale provocato dalla guerra in Iraq è stato poi, secondo gli studi, anche peggiore. Non solo la guerra ha portato a un picco delle emissioni di anidride carbonica attraverso l’attività militare degli Stati Uniti, ma ha anche provocato un avvelenamento diffuso dell’ambiente iracheno attraverso l’uso di munizioni tossiche e gli stessi pozzi di combustione su basi militari che sono stati utilizzati in Afghanistan. L’ambiente è diventato così tossico in alcuni punti che ha portato a tassi elevati di cancro, nonché a paralizzanti difetti alla nascita. Gran parte di questo impatto può essere ricondotto all’uso di munizioni all’uranio impoverito da parte delle forze armate statunitensi.

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domenica 27 Settembre 2020