Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Piccolo Atlante di una Pandemia (Giugno)

Atlante delle Guerre ci offre una panoramica globale sull’evoluzione del virus e soprattutto della risposta di Paesi, governi, continenti e persone. A questo link potete leggere l’intero report con le infografiche interattive e l’indice per saltare alla regione del mondo che vi interessa.

Crescono le ingiustizie e la fine dell’incubo è lontana

Dice il direttore regionale europeo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Hans Kluge, che per far finire la pandemia bisognerà vaccinare almeno il 70% della popolazione mondiale. E’ stato lapidario, il direttore: la campagna di vaccinazione nel Vecchio Continente, ha spiegato, è “troppo lenta. Non pensate che la pandemia di Covid19 sia finita. Il nostro migliore amico è la velocità, il tempo sta lavorando contro di noi, la campagna va ancora troppo lenta. Dobbiamo accelerare, dobbiamo aumentare il numero di vaccini”.

I dati gli danno ragione: nei 53 Paesi e territori che compongono la regione europea dell’Oms, inclusi diversi Stati in Asia centrale, solo il 26% della popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino contro il Covid19. Nell’Unione Europea solo il 36,6% della popolazione è stato vaccinato con almeno una dose e il 16,9% ha terminato il ciclo vaccinale.

Insomma, siamo lontanissimi in Europa da una copertura seria, figuriamoci nel resto del Mondo. Africa e Asia annaspano. In America Latina, cadono teste e ministri sull’altare della disorganizzazione e della mancanza di vaccini. Economie, democrazie e collettività escono pesantemente colpiti dal virus. Il numero di Paesi che, in nome dell’emergenza, ha visto calare drasticamente il proprio livello di democrazia è cresciuto in modo esponenziale, in questi mesi.

Un disastro che, dal punto di vista geografico, colpisce soprattutto l’America Latina e i Caraibi, l’Europa e l’Asia centrale. Dal punto di vista umano, invece, sono le donne a subire la cosa in modo sproporzionato. L’occupazione femminile è diminuita del 5% nel 2020, rispetto al 3,9% di quella maschile, 112 milioni di donne corrono il rischio di perdere il proprio lavoro entro breve e quindi il proprio reddito. Ciò è evidente in Medioriente e Africa del Nord, dove le donne rappresentano solo il 20% della forza lavoro, ma le perdite di posti di lavoro dovute al Covid19, secondo le stime, incideranno sull’occupazione femminile per il 40%.  In generale, ricordiamolo, le donne rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura. Ad essere massacrata, poi, è l’occupazione giovanile, scesa dell’8,7%.

Mentre tutto questo accade, c’è chi sta meglio di prima. In solo nove mesi, infatti, le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato tutte le perdite create dal Covd-19. Ai più poveri – dicono sempre gli esperti – serviranno 10 anni. Una ingiustizia evidente. Ma, d’altro canto, questa pandemia è ingiusta. Uccide in modo disuguale. Le statistiche raccontano, ad esempio, che I brasiliani di ascendenza africana hanno il 40% di probabilità in più di morire di Covid-19 rispetto alla popolazione di origine europea. Negli Stati Uniti, 22.000 cittadini afroamericani e latino-americani sarebbero ancora vivi se il loro tasso di mortalità fosse stato uguale a quello dei bianchi. L’unica soluzione, per ora, resta quella indicata dal direttore Kluge: fare in fretta. Fermare la corsa del virus significa poter riprendere la vita normale e tentare di ricostruire economie e collettività. Sperando che, nel frattempo, di danni creati dalla malattia non siano diventati permanenti

Rubriche
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Per la nostra sezione Sport, vi proponiamo il focus dedicato ai 32esimi di finale di Coppa Italia ...
  • "Al Tour de France trionfa lo sport, quello vero". Un approfondimento dedicato all'ultimo Tour de ...
  • Bill Russell è morto. Aveva 88 anni. Se ne va una leggenda della pallacanestro, il giocatore pi...
  • "La voce delle emozioni". Vi proponiamo oggi l'intervista alla filosofa e scrittrice Ilaria Gaspa ...
  • Joba è il nome d’arte di Giovanni Balduzzi, giovane cantautore che ha appena lanciato il suo n ...
  • "Canto per Europa, la migrante ferita dallo sguardo intelligente e profondo". Paolo Rumiz è stat ...

giovedì 11 Agosto 2022