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Viaggio musicale sull’Orient Express

Che sia un giallo, un film o una canzone, da sempre l’Orient Express affascina e influenza l’immaginario comune.

Nato nel 1883 come collegamento ferroviario a lunga percorrenza tra Parigi e l’allora Costantinopoli – oggi Istanbul – era un treno passeggeri gestito dalla francese Compagnie Internationale des Wagons-Lits. Nella sua lunga storia di servizio, venne soppresso solo due volte, durante i conflitti mondiali, per tornare a viaggiare, ogni volta più popolare di prima, fino alla sua momentanea cancellazione nel 2009.

Oggi è gestito dall’inglese Belmond Management Limited ed è diventato un convoglio turistico di lusso con carrozze originali ristrutturate negli anni Venti e Trenta, che collega Londra a Venezia alla modica cifra di 1200 sterline a persona. Viaggia una volta alla settimana da marzo a novembre ed effettua due volte l’anno la tratta completa Parigi – Budapest – Bucarest – Istanbul e un’unica volta Bucarest – Budapest – Venezia.

Il suo periodo d’oro coincise con gli anni Trenta del Novecento quando vantava addirittura tre collegamenti paralleli: Orient Express, Simplon Orient Express e Arlberg-Orient Express. È qui che diventa sinonimo di comfort, lusso, vagoni notte e cucina raffinata. La sua utenza si componeva di membri dell’alta società e di ceti benestanti – reali, nobili, diplomatici, uomini d’affari e ricchi borghesi – al punto che il servizio venne esteso fino alle città di Londra a nord e di Atene a sud.

Fonte inesauribile di fascino, nell’ambito di un progetto europeo del 2015 ispirò il maestro Lorenzo Donati a comporre una cantata profana per baritono solo, coro, flauto, oboe, clarinetto, fagotto e percussioni. Nel maggio 2022 è stata riproposta all’interno del Conservatorio di Musica Bonporti di Trento e Riva del Garda, attingendo alle risorse interne al conservatorio stesso: il suo coro da camera e gli studenti e le studentesse dei corsi dei professori S. Brugnaro e F. Fontolan.

Donati, che dirigeva, ha presentato l’opera come un’esperienza legata al tema del viaggio, non inteso come raggiungimento di una meta, bensì come percorso dell’anima. Trovandosi a dover comporre una cantata che collegasse tutti i Paesi partecipanti al progetto, tra i quali vi era anche la Turchia, dovette affrontare due problematiche: una linguistica ed una religiosa. “Ed è qui che l’Orient Express mi è giunto in aiuto: il suo tragitto passava per tutte le nazioni in gioco, offriva il tema laico del viaggio e tutta una serie di autori in lingua inglese che, per un verso o per l’altro, erano legati al convoglio stesso o alle città in cui fermava”, spiega Donati.

Si parte allora da Londra, passando per Parigi, Venezia, Vienna e Budapest, per giungere infine a Costantinopoli, accompagnati dalle voci di Oscar Wilde, Walt Whitman, Percy Bysshe Shelley e William Blake. Così, se si chiudono gli occhi e ci si lascia cullare dalla musica, sembra quasi di essere davvero su quel treno fatato a compiere un viaggio dell’anima al fianco di alcuni dei più grandi letterati della storia.

Cultura
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lunedì 26 Febbraio 2024