Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

“The Astonishing”, il ritorno in grande stile dei Dream Theater

Il 2016 pare iniziare bene per il progressive mondiale: John Petrucci & Co., alias Dream Theater, sfoderano The Astonishing, un nuovo concept album che ha fatto ben sperare i fan ipernostalgici e spesso delusi dagli ultimi lavori del gruppo.

21731760ad3548d71af01d32c89de70ac

I testi e la trama sono essenziali per comprendere l’album e per questo motivo la band americana ha puntato molto sui contenuti multimediali, con minuziose descrizioni dei personaggi, degli ambienti e del tempo storico del concept.

In un futuro distopico, nel Great Northern Empire Of the Americas, solo pochi nobili godono del vero benessere e l’unica “musica” esistente sono i suoni freddi, graffianti e metallici provenienti dai Nomacs, una sorta di robot/droni. Con il passare del tempo, quindi, «people just don’t have the time for music anymore/ and no one seems to care»*, almeno fino alla comparsa di Gabriel, fratello del capo di una fazione ribelle all’Impero, che ha un gran talento canoro.

Dream-Theaterbanner

Attraverso la sua musica i rivoluzionari vogliono far breccia nel cuore del popolo per levarlo dal torpore e dalle ingiustizie dell’Impero. All’interno di questo grande quadro si sviluppano, come sue sfumature, la storia d’amore tra Gabriel e Faithe, figlia dell’imperatore, e altre microstorie, il tutto condito da colpi di scena, tradimenti e domande esistenziali.

Chiamarlo concept album, però, pare limitativo: in più di 2 ore di musica, 2 dischi, 34 tracce, si susseguono le voci di 8 personaggi e quella del narratore. Sembra un’opera teatrale, un musical. Il cantante Labrie è l’attore principale che con la sua voce interpreta quelle di tutti i personaggi. L’arrangiamento sintetizza molto bene le emozioni e i caratteri dei personaggi attraverso la ripetizione di pochi temi, che, rielaborati e riadattati in virtù dei dialoghi e delle atmosfere, fungono da filo conduttore fra le tracce.

Ricorda un po’ Jesus Christ Superstar, con un Labrie/imperatore Nafaryus, ironico e aggressivo, che ricalca le performance di Josh Mostel nei panni di Erode, opposto ad un Labrie/Faithe dolce e melodico come Maria Maddalena. È poi facile il paragone tra Gabriel e Jesus, per le trasportanti e introspettive domande che entrambi si pongono.

Molte tracce sono appassionanti anche se ascoltate singolarmente: è il caso del singolo ufficiale The gift of music e di The new beginning; le ballads When Your Time Has Come, Losing Faythe, o le grintose Three days e Moment of betrayal.

È un album riuscito? The Astonishing lascia piacevolmente perplessi. L’album è certo di difficile comprensione: ricco di effetti sonori, di voci campionate, è più vicino al rock progressivo sinfonico piuttosto che al prog metal, e talvolta si avvicina molto allo stile di un soundtrack album. La grinta, il pepe dato dai tempi dispari, la batteria di Magnini e il basso di Miyung non risaltano nel disco, e anche se non mancano i coinvolgenti assoli di quel gran chitarrista che è Petrucci, cardine dell’album sono la tastiera di Rudess e la voce di Labrie.
Non mancano richiami ad album storici, tuttavia può dirsi diverso, strano, e, proprio per questo, davvero interessante.
*«La gente non ha semplicemente più tempo per la musica/ e a nessuno sembra importare» [The gift of MusicThe Astonishing, Dream Theater]

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

sabato 25 Maggio 2024