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TFF 2024: Shane MacGowan alla ricerca di Crock of Gold

Nell’ambito della sezione “Destinazione… Irlanda” della 72esima edizione del Trento Film Festival, inaugurata il 26 aprile, è stata proiettata l’anteprima nazionale del documentario Crock of Gold per la regia di Julien Temple, pioniere di video musicali, e prodotto da Johnny Depp.

Il film ripercorre la vita del celebre e carismatico leader della punk band irlandese Pogues, Shane MacGowan (1957-2023), attraverso la sua stessa testimonianza che si sovrappone a immagini di repertorio tratte da interviste passate e attuali, spezzoni di concerti ed esibizioni, intervallate da ameni paesaggi irlandesi e caotici scorci londinesi, inserti animati e scene costruite ad hoc per accompagnare la voce strascicata del protagonista.

Il viaggio in cui viene condotto lo spettatore parte così dagli anni ’60, dall’infanzia libera e spensierata nella piccola comunità di Tipperary nella quale viveva circondato dall’affetto della sua numerosa famiglia, assimilando i profondi valori e le tradizioni irlandesi, la fede cattolica e l’attaccamento alla propria terra e alle proprie origini, ma dove viene anche iniziato all’alcool e al fumo in tenera età e dai quali diventerà dipendente, aggiungendovi anche altre sostanze stupefacenti.

Si passa quindi al periodo londinese, dove i genitori si trasferiscono in cerca di un tenore di vita migliore, con un’occupazione redditizia e un’istruzione di qualità per i figli. Per Shane e la madre è difficile acclimatarsi: circondati da cemento anziché da campi verdi si sentono persi ed infelici. Subiranno entrambi breakdown nervosi, dovuti anche al razzismo imperante nei confronti degli Irlandesi immigrati nella capitale inglese. Nonostante l’enorme intelligenza giunto all’età adolescente viene espulso da scuola e andrà a lavorare prima come impiegato in un supermercato, poi come operaio e manovale. Sono gli anni in cui inizia a uscire tutte le sere, in cui si droga e si prostituisce, fino al giorno in cui commette una rapina e viene arrestato.

Uscito di galera assiste per caso ad un concerto dei Sex Pistols: scopre così il punk che gli rivoluzionerà l’esistenza. Nel 1981 fonda quindi i Pogues, coniugando le sue origini irlandesi – la letteratura, la poesia e il folk – con la ribellione della musica più moderna. Nei testi non si limita a combattere contro il sistema ma racconta la propria storia e quella della propria terra. Narra le difficoltà, le persecuzioni, la lotta armata per l’indipendenza, l’IRA, le barbarie commesse dall’esercito inglese, la Grande Fame nonostante l’Irlanda fosse un territorio tra i più fertili, le persone costrette a espatriare per sopravvivere, ma anche la bellezza, l’amore, l’arte e la cultura che possono salvare il mondo, perché “noi non siamo anti-inglesi, siamo solo Irlandesi”.

Il documentario si conclude con la festa in celebrazione dei suoi 60 anni d’età in cui viene omaggiato in un grade concerto da tutti i migliori artisti irlandesi emergenti, tra cui gli U2, e nel quale riceve dalle mani del Presidente in persona un premio per aver portato la cultura irlandese nel mondo. Sempre fedele a se stesso, quando alla fine gli viene chiesto cosa vorrebbe in più dalla vita, non ha dubbi: “Scrivere ancora qualche bella canzone”.

Cultura
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domenica 26 Maggio 2024