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Serie TV e femminismo: il caso “Mrs. America”

Da qualche mese è arrivato su TIMvision un prodotto molto interessante: si tratta di “Mrs. America”, serie tivù dagli autori di “Mad Men” che, in soli nove episodi, si prefigge l’arduo compito di sintetizzare l’ambiente femminista (e quello antifemminista) americano degli anni Sessanta, a quel tempo particolarmente impegnato nell’approvazione dell’ERA. Ma che cos’è l’ERA e perché guardare questa serie?

L’ERA (Equal Rights Amendment) è una proposta di emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti che si propone di garantire pari diritti ai cittadini, senza distinzione di sesso. Pur essendo stato approvato da entrambe le camere del Congresso nel 1971, l’emendamento non è mai stato introdotto nella Costituzione, perché ratificato solamente da 35 Stati e non dai 38 necessari.

A ostruire l’approvazione dell’ERA è in particolare Phyllis Schlafly, attivista conservatrice nonché protagonista di questa serie. Orgogliosamente oppositrice del femminismo, dell’aborto e dei diritti delle persone omosessuali, Schlafly era solita cominciare i suoi discorsi pubblici con frasi come: «Vorrei ringraziare mio marito per avermi permesso di essere qui». Non stupisce quindi che la difesa dei ruoli di genere patriarcali sia alla base dell’astio nei confronti dell’emendamento, il quale – sempre secondo Schlafly – avrebbe portato le donne a essere arruolate nell’esercito e avrebbe introdotto misure “sconvenienti” come i bagni unisex. Facendo così leva sul maschilismo interiorizzato delle molte antifemministe presenti ai suoi comizi, la campagna di Phyllis Schlafly risultò fondamentale per diminuire il consenso nei confronti dell’ERA.

Dunque, la protagonista della serie ne è anche l’antagonista. Eppure, un elemento fondamentale quasi spinge chi guarda a prenderne le parti: la magistrale interpretazione di Cate Blanchett. Non che le doti artistiche dell’attrice in questione siano una novità, anzi; i premi Oscar, i BAFTA e i Golden Globes che colleziona sullo scaffale parlano da soli. “Mrs. America” non è che la conferma del suo talento, grazie al quale riesce a rendere perfettamente l’insita (e forse inaspettata) complessità del personaggio.

Infatti, c’è un aspetto di Schlafly che è tanto implicito quanto lampante: la sua inconscia aderenza agli ideali femministi. Quale donna è più femminista di una casalinga che si emancipa dall’ambiente domestico per far sentire la propria voce e, addirittura, per ambire a un ruolo politico in Congresso? Le occasioni per smascherare queste inevitabili contraddizioni non mancano e, anzi, in un certo senso costituiscono proprio il motore della serie.

Che vi interessiate di femminismo e di diritti o che vogliate semplicemente fare un tuffo nell’atmosfera fervente dei magici Sixties, “Mrs. America” è una serie che non potete perdere!

Cultura
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mercoledì 7 Dicembre 2022