Bando Generazioni 2020: “Se questo muro potesse parlare”

Se quel muro potesse parlare, racconterebbe le storie ed i pensieri degli abitanti del quartiere Don Bosco di Bolzano, un luogo dove, «verosimilmente quest’autunno», come ci racconta Matteo Picelli del collettivo Outbox «una delle case dell’abitato si tingerà dei colori di un murale creato ad hoc per la popolazione da un artista di fama nazionale».

“Se questo muro potesse parlare”, infatti, non è altro che uno fra i sedici progetti parte del bando “Generazioni 2020”, iniziativa dedicata al tema della rigenerazione urbana. Il progetto “Generazioni” è sviluppato da due cooperative sociali Onlus, Young Inside ed Inside, affiancate dalla cooperativa Mercurio. Ad occuparsi in particolare del quartiere Don Bosco di Bolzano è il collettivo Outbox formato da Anna, Fatima e Matteo che ci spiega: «Io, in quanto artista, rappresento per così dire la parte pratica mentre le ragazze si occupano invece di comunicazione ed interagiscono con varie realtà. Anna ha infatti studiato management culturale mentre Fatima è dottoressa in economia». In generale, Outbox si occupa di promozione e produzione di interventi di arte urbana in Alto Adige: esempio fra i tanti ne sono «gli interventi di stencil art realizzati allo Sheraton».

Questa volta l’idea del collettivo è stata quella di fare realizzare un dipinto murale e, sebbene non si sappia ancora chi sarà l’incaricato dell’opera, è già stata selezionata una rosa di artisti: «In base ai risultati che otterremo dai questionari distribuiti alla popolazione, sceglieremo l’artista giusto per rappresentare le voci ed i pensieri degli abitanti di Don Bosco». Outbox, infatti, si è dapprima occupato di realizzare dei questionari «con domande anche molto personali», affinché l’intervento fosse partecipato, come ci spiega Picelli: «Li abbiamo distribuiti sia noi personalmente, sia attraverso i nostri partner: Bolzanism Museum e Botteghe di Cultura. Anche Confesercenti ci ha dato una mano facendo da tramite tra noi ed i commercianti del mercato di Don Bosco, mettendoci in contatto con loro».

Grazie a quest’intervento attivo sul quartiere, chiedendo l’esperienza diretta di chi ci vive ed il loro punto di vista, il collettivo sta collezionando e mettendo insieme differenti dati, da consegnare all’artista: il progetto, tuttavia, non mira solo a raccontare Don Bosco, ma anche «a migliorare il volto e la reputazione del quartiere».

«Oltre ai questionari, abbiamo anche preso contatto con una serie di amministratori di condominio», ci racconta Matteo, che conclude: «Abbiamo preferito puntare sui privati, anche per accorciare le tempistiche. Ci sono una serie di possibili spot su case private fra cui scegliere: in base al progetto dell’artista vedremo chi reagirà più positivamente e sceglieremo così anche la facciata su cui realizzare il dipinto». A parte il murale, molti sono i progetti nel “cantiere” di Outbox, tutti da scoprire sulle pagine Facebook ed Instagram del collettivo.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Per la rubrica "Underword", un viaggio alla scoperta della parola "ondivago" che, uscendo dalle p ...
  • "Visioni d'Europa 2020" un percorso di incontri online per comprendere e approfondire alcuni dei ...
  • In pochi sanno che cosa significhi veramente trovarsi in una tin can sospesa tra le stelle, a tut ...
  • Apre a Trento il nuovo Soul Kitchen Bistrot. I giovani titolari Sergey Ryabstev e Davide Miccich...
  • E allora ci sediamo sul divano col telefono in mano, condannandoci alla tanto comoda tecnologia c ...
  • Per la nostra rubrica "Giovani e Lavoro" abbiamo incontrato Marco Tettamanti, giovane mastro birr ...

sabato 26 Settembre 2020