Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Bando Generazioni 2020: “Se questo muro potesse parlare”

Se quel muro potesse parlare, racconterebbe le storie ed i pensieri degli abitanti del quartiere Don Bosco di Bolzano, un luogo dove, «verosimilmente quest’autunno», come ci racconta Matteo Picelli del collettivo Outbox «una delle case dell’abitato si tingerà dei colori di un murale creato ad hoc per la popolazione da un artista di fama nazionale».

“Se questo muro potesse parlare”, infatti, non è altro che uno fra i sedici progetti parte del bando “Generazioni 2020”, iniziativa dedicata al tema della rigenerazione urbana. Il progetto “Generazioni” è sviluppato da due cooperative sociali Onlus, Young Inside ed Inside, affiancate dalla cooperativa Mercurio. Ad occuparsi in particolare del quartiere Don Bosco di Bolzano è il collettivo Outbox formato da Anna, Fatima e Matteo che ci spiega: «Io, in quanto artista, rappresento per così dire la parte pratica mentre le ragazze si occupano invece di comunicazione ed interagiscono con varie realtà. Anna ha infatti studiato management culturale mentre Fatima è dottoressa in economia». In generale, Outbox si occupa di promozione e produzione di interventi di arte urbana in Alto Adige: esempio fra i tanti ne sono «gli interventi di stencil art realizzati allo Sheraton».

Questa volta l’idea del collettivo è stata quella di fare realizzare un dipinto murale e, sebbene non si sappia ancora chi sarà l’incaricato dell’opera, è già stata selezionata una rosa di artisti: «In base ai risultati che otterremo dai questionari distribuiti alla popolazione, sceglieremo l’artista giusto per rappresentare le voci ed i pensieri degli abitanti di Don Bosco». Outbox, infatti, si è dapprima occupato di realizzare dei questionari «con domande anche molto personali», affinché l’intervento fosse partecipato, come ci spiega Picelli: «Li abbiamo distribuiti sia noi personalmente, sia attraverso i nostri partner: Bolzanism Museum e Botteghe di Cultura. Anche Confesercenti ci ha dato una mano facendo da tramite tra noi ed i commercianti del mercato di Don Bosco, mettendoci in contatto con loro».

Grazie a quest’intervento attivo sul quartiere, chiedendo l’esperienza diretta di chi ci vive ed il loro punto di vista, il collettivo sta collezionando e mettendo insieme differenti dati, da consegnare all’artista: il progetto, tuttavia, non mira solo a raccontare Don Bosco, ma anche «a migliorare il volto e la reputazione del quartiere».

«Oltre ai questionari, abbiamo anche preso contatto con una serie di amministratori di condominio», ci racconta Matteo, che conclude: «Abbiamo preferito puntare sui privati, anche per accorciare le tempistiche. Ci sono una serie di possibili spot su case private fra cui scegliere: in base al progetto dell’artista vedremo chi reagirà più positivamente e sceglieremo così anche la facciata su cui realizzare il dipinto». A parte il murale, molti sono i progetti nel “cantiere” di Outbox, tutti da scoprire sulle pagine Facebook ed Instagram del collettivo.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

venerdì 19 Aprile 2024