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Rifugi del Pensiero, Enrico Camanni racconta la montagna fragile

Sarà lo scrittore ed alpinista piemontese Enrico Camanni il protagonista del secondo evento pubblico di “Rifugi del Pensiero”, in programma sabato 12 giugno alle 20.45 al Cinema Teatro di Castello Tesino, che affronterà il tema del rapporto tra città e montagna, unite nella comune sfida della tutela ambientale.

Dopo il primo evento della rassegna, inaugurata sabato scorso dallo scrittore Marco Albino Ferrari, prosegue il cammino di Rifugi del pensiero – Destinazione Tesino, il progetto promosso dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi per offrire un contributo di idee ed esperienze concrete al dibattito sul futuro dei luoghi di montagna più periferici e rimasti ai margini dello sviluppo turistico di massa.

Protagonista del secondo incontro, in programma sabato 12 giugno alle 20.45 al Cinema Teatro di Castello Tesino e intitolato “Abitiamo in un piccolo mondo fragile”, sarà lo scrittore, giornalista e alpinista Enrico Camanni: un uomo che ha abbracciato, raccontato e insegnato la montagna senza conformismo, avendo il coraggio di scegliere e di sperimentare l’avventura e la coerenza. Il suo intervento, moderato da Paolo Paci, anch’egli uomo e autore di montagna e ora direttore di Meridiani Montagne, partirà da un rapporto dialettico che ha attraversato la storia, caricandosi di tensioni e contraddizioni apparentemente insanabili: quello tra città e valle, tra spazio urbano e civiltà di montagna. Eppure, spiega Camanni, “questa separazione tra città e montagna oggi è sempre più anacronistica, perché siamo ormai tutti abitanti di un mondo piccolo, fragile e in pericolo”.

Un cambio di prospettiva che scardina alcuni stereotipi perduranti e che invita a prendere coscienza di come non sia chiudendosi a difesa di un passato, lontano e non più attuale, che si possono vincere le gravi sfide che ci attendono. Come ricorda ancora Camanni, infatti, “il futuro della montagna dipende dalla comprensione del suo valore naturale e culturale da parte di tutti: non solo degli amanti della montagna o di chi vive in montagna”.

Parole che si riflettono nella vita dell’alpinista e autore piemontese, da anni impegnato a raccontare le terre alte oltre che con i suoi libri, anche attraverso docenze, progetti divulgativi, museali e cinematografici. Perché, come afferma egli stesso, “credo che non mi basterebbe scrivere, perché mi mancherebbe il rapporto con le persone. Ascoltare è importante, anche per la scrittura”.

 

 

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024