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“Poor things”: un viaggio alla riscoperta di sé

La pellicola “Poor things”, tradotta in italiano con “Povere creature!”, è un film diretto da Yorgos Lanthimos che vede protagonisti Emma Stone nei panni di Bella Baxter, Mark Ruffalo come Duncan Wedderburn e Willem Dafoe che interpreta lo scienziato Godwin Baxter.

L’opera, tratta dal romanzo omonimo del 1992 scritto da Alasdair Gray, si presenta come un prodotto complesso e strutturato che trae spunto da numerosi riferimenti della cultura di massa.

Primo fra tutti, il palese richiamo al romanzo “Frankenstein” di Mary Shelley, intuibile sin dalle prime scene, cala i personaggi in una Londra vittoriana dai toni gotici, cupi e drammatici.

L’utilizzo del bianco e nero, accostato alle musiche agghiaccianti e alle inquadrature inusuali, risulta fortemente emblematico in questo senso. La protagonista stessa, Bella Baxter, nasconde dentro di sé una natura anomala e in qualche modo mostruosa; l’obiettivo che guiderà la trama del film si concentrerà infatti sulla maturazione di Bella, intellettivamente ancora bambina, e sulla sua scoperta del mondo surreale fuori da Londra.

Numerosi personaggi accompagnano il viaggio di Bella e ognuno di loro influenza il suo sviluppo in maniera differente: in primis il dottor Godwin, definito da lei “god” (“dio”, in riferimento al suo nome), che la educa attraverso una visione cinica e rigorosa, caratteristica di uno scienziato. Baxter oltretutto è stato a sua volta sottoposto ad esperimenti da parte del padre, di conseguenza non trova alcuna remora morale nell’agire in maniera poco etica verso Bella. Anche Max, assistente di Baxter e promesso sposo di Bella, incide sulla crescita di quest’ultima con un atteggiamento pacato e tranquillo, tendenzialmente sottomesso alla travolgente personalità della donna. Duncan Wetterburn, in completa opposizione a Max, rappresenta l’uomo passionale e possessivo, che vedendo in Bella un’audace sfida rispetto alle sue precedenti amanti, la guida in un viaggio all’insegna delle scoperte del mondo e del piacere fisico. A causa dell’intervento di Martha ed Harry, due viaggiatori conosciuti in barca, Bella diverrà capace di vedere la realtà in tutte le sue forme, specialmente le più crudeli, giungendo in un attimo di smarrimento, ad allontanarsi da Wetterburn e rivendicare la sua indipendenza.

A quel punto entrano in gioco Swiney, la proprietaria del bordello in cui Bella decide di farsi assumere, e Toinette, collega di Bella, che le riveleranno il mondo del lavoro e la condizione della donna sotto un’altra foggia, comprendendo meglio l’ipocrisia umana e la crisi della società moderna.

Ultimo ma non per importanza, Alfie Blessington, il generale sposo di Bella nella sua precedente vita, racchiude l’arroganza e sadismo umano all’ultima potenza, attirando inizialmente Bella, rimasta perennemente curiosa e attirata dall’ignoto, ma poi portandola ad allontanarsi con fermezza, avendo compreso la vera natura dell’uomo.

Al termine della pellicola Bella Baxter appare come una donna irriconoscibile rispetto a come ci è stata presentata: matura, ricca di esperienze ed avventure, è ormai decisamente consapevole della realtà che la circonda e ha definito una sua personalità e moralità. Ritirata nella casa del padre, si dedica agli studi volendo avvicinarsi alla cultura accademica e ritrova un equilibrio familiare precedentemente smarrito.

L’avventura di Bella può quindi rivelarsi un’innovativa ricerca di sé stessi attraverso un’ottica originale e inusuale. L’occasione che molti cercavano per riscoprire il proprio “Io” è più vicina di quanto non si creda, ce lo garantisce “Poor things”.

Cultura
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mercoledì 17 Aprile 2024