“Il volo sbarca in città”

Ieri sera, 9 agosto 2026, sono stata ad un concerto a cui non avrei mai preso parte se non fosse per una determinata circostanza: il concerto era de Il Volo. Non ho mai seguito quel trio per una sorta di pregiudizio che aleggia intorno a quel gruppo, e a posteriori me ne faccio una colpa. Sarà la musica classica, saranno le loro voci mastodontiche e il mio amore per il cantautorato che mi porta a prediligere voci meno potenti, quasi parlate, non cantate. Ma quella era un’occasione speciale, non per me, ma per una signora di 85 anni che non era mai stata ad un concerto: mia nonna Anna. La nipote, di contro, può dire di aver visto più di una decina di concerti in soli 27 anni, un’enormità rispetto a una intera vita. Sono stata anche all’opera, ma le mie orecchie non sono fatte, purtroppo dico, per quel tipo di musica. Eppure, Il Volo, la loro orchestra e perché no, la loro ironia, hanno saputo coinvolgermi, molto più di altri concerti a cui sono stata. L’emozione negli occhi di mia nonna l’ho potuta vedere fin dall’istante in cui sono andata a prenderla a casa. Vederla cantare, sorridere con gli occhi pieni mi ha quasi commosso, ammetto che basta poco per farmi commuovere, ma una cosa, per me così piccola, aveva avuto un impatto enorme su una signora che in vita sua ha visto cose molto belle e purtroppo anche molto brutte. Mi commuovo anche mentre scrivo ovviamente. Frank Sinitra, Mia Martini, Rino Gaetano e poi il grande Ennio Morricone, sono solo alcuni dei grandi artisti che Il Volo ha voluto omaggiare col loro canto e la loro incredibile orchestra. Una piacevole sorpresa che, come hanno detto loro, ha l’ambizione di avvicinare le nuove generazioni a quel tipo di musica che alle loro orecchie risulta antiquata e obsoleta. Posso dire che con me ci sono riusciti. Mia nonna li segue dal 2009, da quando parteciparono al talent show Ti lascio una canzone erano poco più che bambini, ma già dotati di capacità canore fuori dal comune. Quest’anno il gruppo festeggia 18 anni insieme, 18 anni di carriera incredibile, hanno raggiunto traguardi inimmaginabili se rapportati alla loro età. Ora non potrò più prendere in giro mia nonna che come sente nominare quel gruppo dice sempre e solo due parole in dialetto algherese “massa bravus”, “troppo bravi”, e sarò costretto a dire anche io quelle due parole.

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sabato 22 Agosto 2026