Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

“Lo chiamavano Jeeg Robot”

Recensione al film di Gabriele Mainetti

Questo articolo fa parte del laboratorio Scrittori di classe

Che cosa fareste se entraste a contatto con sostanze radioattive e il giorno seguente vi svegliaste dotati di una forza sovrumana? Be’, Enzo Ceccotti, il protagonista del film, non ci pensa due volte e la prima cosa che fa, una volta scoperto di avere dei super poteri, è sradicare uno sportello bancomat dal muro e portarselo a casa. Enzo non è esattamente l’eroe che ci si potrebbe aspettare, quello che fa di tutto per salvare l’umanità; al contrario, è il primo ad affermare: «a me ‘a gente me fa schifo».

Poi c’è Alessia, una ragazza mentalmente disturbata e convinta fermamente che Enzo sia Jeeg robot d’acciaio, protagonista dell’omonimo manga giapponese. Infine c’è Fabio Cannizzaro detto “zingaro”, l’antagonista e, probabilmente, il personaggio più riuscito, definito anche “il joker coatto”, che vuole a tutti i costi entrare nel giro grosso della mala romana.

Jeeg Robot

A livello tecnico il film è fantastico, gli effetti speciali sono pochi, per via del budget non altissimo, ma vengono usati in modo molto intelligente; la sceneggiatura, infine, enfatizza la sensazione di squallore e degrado presenti nei quartieri periferici di Roma.

Gli attori sono semplicemente eccezionali: Claudio Santamaria, nei panni di Enzo, Ilenia Pastorelli, nelle vesti di Alessia, e Luca Marinelli, in quelle dello “zingaro”, interpretano la propria parte in modo magistrale. Non si percepisce mai quella sensazione di falso e “palesemente recitato” che troppo di frequente emerge nei film italiani. Di questo bisogna certamente dare atto alla sapiente regia di Gabriele Mainetti.

Senza alcun dubbio il cinema italiano non è morto, anzi continuando di questo passo (e magari tralasciando i soliti cine-panettoni) ci sarebbero tutte le premesse per ritornare ad esserne fieri. A volte si dimentica che si tratta di un cine-fumetto per via del fatto che il film mostra una maturità difficilmente riscontrabile all’interno di questo genere.

Concludendo, il film è più che promosso. Mainetti e il cast di attori hanno fatto un lavoro egregio, ricevendo critiche quasi unicamente positive ed ottenendo numerosi riconoscimenti quali il David di Donatello per miglior regista esordiente, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista, miglior attore non protagonista, miglior attrice non protagonista, miglior produttore e miglior montaggio; il Nastro d’argento per miglior regista esordiente e miglior attore non protagonista; il Globo d’oro per il miglior film; infine il Ciak d’oro per miglior opera prima, miglior colonna sonora, miglior attore non protagonista e miglior manifesto.

Cultura, Scrittori di classe
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

martedì 31 Gennaio 2023