La coscienza di Zero

Il fatto che, senza altri indizi, voi abbiate già capito di che cosa parlerà questo articolo, spiega da sé l’enorme successo registrato da Strappare lungo i bordi, ovvero l’esordio dei fumetti di Zerocalcare sul piccolo schermo per conto di Netflix.

«Se la sala è piena, il film fa schifo», diceva il buon Caparezza una decina di anni fa. Se anche voi siete tra quelle persone che tendono a diffidare dei prodotti “pop”, probabilmente Strappare lungo i bordi non vi attira granché. Questo articolo vuole invece darvi 5 ragioni per vincere la diffidenza e per non perdervi un gioiellino.

1) Non è un prodotto di massa, ma per la massa, nel senso che arriva a chiunque. La parlata romanesca, la schiettezza e l’umorismo di Zerocalcare fanno sì che la serie sia accessibile a tutti (al netto di recenti e inutili polemiche sull’incomprensibilità del dialetto), pur senza rinunciare a un solo grammo di profondità.

2) Lo stile. Chi segue il fumettista aveva già avuto modo di gustare i suoi esperimenti con l’animazione durante il lockdown, grazie ai mini-episodi di Rebibbia Quarantine. Già allora si potevano rintracciare i prodromi di un talento capace di fare conquiste anche oltre il cartaceo. Per fortuna, il team di Netflix ci ha visto lungo.

3) Valerio Mastandrea doppia l’Armadillo, ovvero la coscienza di Zero. Questo da solo sarebbe già un ottimo motivo per guardare la serie, no?

4) A proposito della coscienza di Zero. È incredibile la capacità dell’artista di saper affrontare temi enormi con una semplicità disarmante. I disagi di una generazione sempre più passiva, spesso relegata al divano e sfruttata dal mercato del lavoro; gli imprevedibili binari dell’amicizia e dell’amore; il dolore del lutto; la mascolinità tossica che ancora caratterizza la crescita di molti ragazzi e uomini. Tra un “che accollo” e un “s’annamo a pijà er gelato?”, ogni episodio cala carichi da quaranta che, emotivamente, si sentono tutti.

5) Neanche rivedendo la serie al rallentatore si riuscirebbero a cogliere tutti i dettagli inseriti tacitamente qua e là. Tanto per rendere l’idea, in una scena del secondo episodio in cui Zerocalcare si cala all’interno della caverna di Platone, si vede un’anfora di Exekias (uno dei massimi esponenti delle ceramiche a figure nere), conservata ai Musei Vaticani. Per dire.

Il dettaglio che meglio può riassumere l’essenza di Strappare lungo i bordi compare diverse volte: è l’immagine del blocco schermo di Zero, una vignetta degli “Scarabocchi” di Maicol & Mirco con la scritta “chi è felice è complice”. È esattamente questa la sensazione che la serie lascia nello stomaco: se sei felice, se non hai empatia, se riesci a vivere di egoismo senza considerare il dolore altrui, allora sei complice.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Volete contribuire a migliorare il tenore di vita del pianeta e risparmiare inoltre dal punto di ...
  • Per la nostra rubrica "Giovani e lavoro" vi raccontiamo l'esperienza di Claudia Vivori: giovane l ...
  • "La Dotta, la Rossa, la Grassa." Per la nostra sezione approfondimenti, un viaggio alla scoperta ...
  • Viaggiare cambia la vita? Parrebbe proprio di sì! Veronica, 31 anni, ci racconta la sua esperien ...
  • Un appuntamento da segnare in agenda, sia per chi ama Enzo ed Elio, sia per chi ha solamente vogl ...
  • Amici calciofili, l’ora è giunta. Come ogni anno eccoci pronti a tirare le somme del girone d...

giovedì 20 Gennaio 2022