Intervista ad Anna Maria Trenti Kaufman, direttrice dell’Istituto di Cultura Cimbra di Luserna

Il cimbro è una lingua germanica antica: una minoranza linguistica del Trentino che conserva le caratteristiche che il tedesco, con il passare del tempo, si è lasciato alle spalle. L’Istituto di Cultura Cimbra ha lo scopo di “salvaguardare, promuovere e valorizzare il patrimonio linguistico e culturale” che questa lingua è tuttora in grado di dare. La direttrice dell’Istituto Anna Maria Trenti Kaufman ci ha parlato dell’importanza di mantenere in vita questa lingua e dei progetti dell’Istituto a tal fine.

Anna Maria, perché è importante conoscere e far conoscere il cimbro?

«Com’è noto, il motivo per cui alcune lingue prevalgono su altre è correlato all’economia. Ad esempio, in passato il francese era la lingua più parlata d’Europa. In pochi anni, è stata superata dall’inglese perché, nel business, questa lingua è più utilizzata delle altre.
Il motivo per cui la popolazione dovrebbe conoscere il cimbro è che una lingua non è soltanto uno “strumento” usato per scambiarsi informazioni. Essa rappresenta una cultura del popolo. La lingua cimbra non è moderna, ma conoscerla può arricchirci culturalmente, dandoci la possibilità di esprimerci al meglio, con la consapevolezza di essere portatori di una cultura che appartiene ad una specifica comunità.
»

La lingua e la cultura, quindi, sono concetti fortemente connessi tra loro. Ce lo puoi dimostrare, facendo un esempio di espressione in lingua cimbra?

«Ad esempio, al contrario dell’italiano, il cimbro ha molte espressioni che descrivono la nevicata, a seconda di come sta nevicando. Per parlare, in generale, del fatto che sta nevicando si usa il termine snaim, mentre per riferirsi all’inizio della nevicata si usa il termine frössln. Ci sono poi le parole roinen, se sta “nevischiando a piccolissimi fiocchi”; vèlmesen, quando “nevica leggermente a fiocchi sospesi”; havln se i fiocchi della neve sono di grandi dimensioni e achln, per riferirsi alla neve granulare. Ciò non è affatto banale, perché questa varietà termini influisce sulle conversazioni quotidiane tra le persone e, di conseguenza, anche sui loro atteggiamenti.»

Quali attività vengono organizzate per promulgare la lingua e la cultura cimbra?

«Le attività che svolgiamo sono diverse: insegniamo il cimbro nelle scuole, per le quali produciamo anche testi scolastici; traduciamo libri per bambini e ragazzi e organizziamo eventi che coinvolgono anche le popolazioni cimbre non trentine (di Bassano e di Verona). Inoltre, abbiamo un tg settimanale in lingua cimbra e, ogni 15 giorni, abbiamo una pagina dedicata a noi sul quotidiano l’Adige.»

In questa situazione di pandemia, come portate avanti le vostre attività?

«Abbiamo lavorato perlopiù online. Abbiamo svolto i corsi di cimbro a distanza e, per i bambini, abbiamo realizzato diverse traduzioni di libri e cartoni animati. I tg li giriamo all’aperto: in questo modo, abbiamo colto l’occasione per valorizzare, ad ogni puntata, i diversi siti a Luserna e nei dintorni».

Augurandoci di poter ritornare al più presto alla normalità, auguriamo ad Anna Maria una buona continuazione nella realizzazione dei presenti e futuri progetti dell’Istituto.

Cultura
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giovedì 29 Luglio 2021