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“Il ritorno del lupo” di Niccolò Barca e Tommaso Merighi

È giusto reintrodurre il lupo nelle montagne trentine? O questa romantica idea di far tornare i boschi “com’erano alle origini” può avere un risvolto pericoloso? È su questi quesiti che si interroga il documentario “Il ritorno del lupo”, diretto da Niccolò Barca e Tommaso Merighi e presentato al Trento Film Festival di quest’anno.

La trama del film espone chiaramente le opportunità e le problematiche che il ritorno di questo grande carnivoro ha portato nella nostra regione, portando alla luce tre scuole di pensiero: quella dei sostenitori di questo fenomeno, quella di chi si oppone ad esso e quella dei ricercatori che, senza esprimere opinioni, mettono in risalto i pro e i contro della situazione.

Suddividendo il loro racconto in sei capitoli, i due registi hanno saputo valorizzare diversi aspetti a cui le istituzioni, che gestiscono questo avvenimento, dovrebbero prestare attenzione: tra questi, troviamo la paura dei locali, le modalità di lavoro degli allevatori, la gestione del turismo, ma anche la storia dei lupi in Trentino e l’eventuale possibilità che abbiamo di interagire con questa specie.

Adottando un linguaggio pacato e ben lontano dalle dinamiche chiassose che un argomento così divisivo potrebbe indurre ad avere, i due registi sono riusciti a dare voce ai pareri più contrastanti: da chi predilige una convivenza con il lupo – vedendo nel suo ritorno un’occasione unica per conoscere meglio la natura – a chi vorrebbe eliminare questa specie dai nostri boschi, ritenendola pericolosa per le persone e per gli altri animali. Si cerca, poi, una mediazione tra i due punti di vista, anche elencando comportamenti che turisti e locali possono adottare durante le loro vacanze o nello svolgimento del proprio lavoro.

La scelta dei registi di alternare le riprese panoramiche dei paesaggi trentini ai primi piani degli intervistati valorizza la genuinità di tutte le persone coinvolte che si esprimono e prendono posizione sulla tematica affrontata. A mancare, invece, è l’opinione dei due registi che, restando “invisibili” durante tutta la pellicola, lasciano parlare a coloro che – per studio o per esperienza diretta – conoscono a fondo l’argomento.

D’altronde, lo scopo della loro pellicola non sembra essere quello di trovare una soluzione al problema, ma piuttosto quello di mostrare le nuove dinamiche che i trentini affrontando andando in montagna da quando sono tornati i grandi carnivori.

Il filmato presenta una buona base da cui partire, per poi approfondire l’argomento anche attraverso altre fonti.  Si tratta, dunque, di un documentario adatto a coloro che vogliono informarsi sull’argomento e non hanno ancora un’opinione sulla reintroduzione del lupo nei boschi trentini. Buona visione!

Cultura
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lunedì 24 Giugno 2024