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“Il ragazzo e l’airone”: lo studio Ghibli apre il 2024 con un successo globale

Il film d’animazione che ha lanciato l’anno 2024 è stato “Il ragazzo e l’airone” dello studio Ghibli, diretto dal celebre Hayao Miyazaki. La pellicola è stata già capace di vincere un Golden Globe come miglior film d’animazione e gli incassi stanno lievitando vertiginosamente nonostante l’assenza di una vera e propria campagna pubblicitaria. Cosa chiedere di meglio.

Nonostante i continui avvisi lanciati da Miyazaki riguardo un suo possibile ritiro dalle scene (ormai presenti da numerose pellicole), questo film ha visto nuovamente la sua presenza, con un tocco particolarmente autobiografico e personale. Parte delle origini della storia e delle vicende sono infatti facilmente ricollegabili alla vita privata del regista ed il prodotto stesso può rappresentare il testamento che Miyazaki vuole lasciare.

La trama de “Il ragazzo e l’airone” si concentra sulle vicende di Mahito Maki, dodicenne giapponese che, avendo perso la madre in un incendio, si trasferisce dalla seconda moglie del padre (poi scoperta essere la sorella minore della madre). Nella nuova abitazione il giovane farà la conoscenza di un airone cinerino, che attraverso alcuni sotterfugi lo porterà all’interno di una particolare torre. Da lì Mahito si ritroverà catapultato in una realtà parallela caratterizzata dai classici elementi fantastici marchiati studio Ghibli: animali personificati ed umanizzati, ampi contesti naturali e creature immaginarie.

Questo mondo immaginario rappresenta allegoricamente il mondo creato da Miyazaki, che allo stesso modo si ritrova allo sbaraglio in quanto sta perdendo il suo punto di riferimento, il suo creatore, concretizzato nella pellicola dall’anziano prozio di Mahito. Come Miyazaki, l’anziano cerca in Mahito il suo potenziale successore, che reggerà le fila del mondo da lui creato permettendogli di riposare, ma il ragazzo (similmente al figlio di Miyazaki, che ai suoi occhi non è mai riuscito ad eguagliare il suo talento) rifiuterà la proposta preferendo la sua realtà di appartenenza.

I personaggi della storia sono tutti a loro modo emblematici: da Mahito, il cui nome significa “sincero”, che definisce da subito i suoi obiettivi e fa di tutto per raggiungerli, all’airone, che funge da innesco della storia nei suoi aspetti più fantastici e immaginari riportando l’elemento etereo dell’aria sempre caro a Miyazaki. La madre adottiva Natsuko rappresenta l’ideale famigliare per antonomasia, che in virtù della sua posizione cerca di proteggere Mahito dal pericoloso mondo fantastico del suo antenato. La madre Himi a differenza della sorella appare spensierata e serena in virtù delle sue sembianze giovanili, mostrandosi al contempo matura e consapevole rappresentando un ruolo essenziale all’interno del mondo della torre. Nota di merito anche all’anziana Kiriko, ricomparsa come giovane adulta all’interno della realtà fantastica, che si dimostra forte e decisa, capace di adattarsi all’ambiente in cui è calata con grande naturalezza diventando un appoggio sicuro per il disorientato Mahito.

In definitiva “Il ragazzo e l’airone” rappresenta un passo essenziale per la carriera di Miyazaki e riporta la magia dello Studio Ghibli nelle sale di tutto il mondo, facendo riaprire gli occhi riguardo a temi cari al regista: il conflitto, la condizione ambientale e il rapporto realtà/fantasia. I guadagni parlano da soli: più di 840mila euro al primo giorno, raggiungendo con facilità gli 84 milioni globali.

Hayao Miyazaki ha fatto di nuovo la sua magia.

Cultura
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mercoledì 21 Febbraio 2024