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I giorni perfetti

Un elogio alle piccole cose.

Perfect Days, film del regista tedesco Wim Wenders uscito a inizio 2024, è proprio questo: un inno alla bellezza di ciò che presi dalla vita di tutti i giorni non notiamo più, e che, invece, è ciò che rende ogni giorno degno di essere vissuto.

Come spettatori del film seguiamo il protagonista Hirayama nelle sue giornate, apparentemente tutte uguali ma allo stesso tempo tutte diverse. Lo seguiamo nella sua routine casalinga, la cura di sé mattutina e la lettura serale, nelle sue abitudini lavorative, di pulizia dei bagni pubblici del quartiere Shibuya di Tokyo, e nei suoi hobby di fotografia analogica e di musica in cassetta.

Siamo con lui anche durante i momenti imprevisti di una vita che si ripete uguale a sé stessa. Imprevisti “normali”, cose di tutti i giorni, ma che anche solo per un attimo rompono la perfetta routine, rendendola tutt’altro che monotona. Come le incursioni della nipote Niko e del giovane collega Takashi, che ci permettono di conoscere un po’ di più il protagonista, uomo silenzioso e sereno. Ma anche come la fine di un libro e la scelta di un altro, come lo sviluppo delle fotografie analogiche scattate, come gli incontri alla tavola calda.

Dalle giornate di Hirayama emergono la cura e la passione che mette nelle attività che compie, così come l’affetto per gli altri, nascosto dietro l’apparente ruvidezza di una persona che non ama parlare.  Ed è proprio da questo modo di esprimere e trasmettere cura, passione e affetto che lo spettatore è portato a rendersi conto di tutte le piccole cose che non si considerano ma che sono le piccole gioie quotidiane: la luce che filtra tra le chiome degli alberi, il sole che sorge mentre si va al lavoro, il sorriso di un bambino.

Hirayama ci insegna ad alzare lo sguardo, a soffermarci sulla bellezza che abbiamo davanti agli occhi, a considerare le piccole cose. Una vita che si ripete ogni giorno uguale a sé stessa non è per forza una vita monotona, può essere molto di più se si sa come prenderla, se si sa dove guardare. E accompagnati dalle canzoni in musicassetta che riempiono i silenzi e diventano di fatto la colonna sonora del film – da The House of the Rising Sun degli Animals a Perfect days di Lou Reed, passando da Feeling Good di Nina Simone – anche noi spettatori ci avviciniamo all’elogio delle piccole cose e, forse, a considerare i giorni normali, giorni perfetti.

Cultura
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mercoledì 21 Febbraio 2024