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Grand Jeté: la lezione di danza di Silvia Gribaudi

Foto © Andrea Macchia

Nelle serate di giovedì 30 novembre e venerdì 1 dicembre il pubblico del Teatro Sociale di Trento si è ritrovato coprotagonista di una vera e propria lezione di danza. A partire dal Grand Jeté – la virtuosistica spaccata in aria tipica del balletto – la coreografa Silvia Gribaudi, accompagnata dalla MM Contemporary Dance Company di Michele Merola e dalle musiche originali del trentino Matteo Franceschini, ha trasportato gli spettatori nel mondo della danza classica e quest’ultima nella vita di tutti i giorni.

L’idea nasce in periodo di pandemia, quando il mondo dell’arte attraversa una grave crisi, e rappresenta un unicum nella storia della danza italiana: è la prima volta che si assiste alla collaborazione di due distinte compagnie, quella di Merola e ZEBRA della Gribaudi. “Sono stata selezionata all’interno di un progetto europeo che dava l’opportunità di ripetere lo stesso spettacolo più volte all’interno di un circuito internazionale. Prevedeva la partecipazione di un nutrito corpo di ballo e, anche grazie a finanziamenti esteri, ci siamo ritrovati ad affrontare insieme un viaggio per valorizzare i grandi sforzi della cultura e della danza nel nostro Paese”, racconta quest’ultima.

Per svelare il faticoso lavoro, l’impegno costante e la passione che i giovani talenti italiani mettono nella pratica di questa disciplina, la scelta è ricaduta sulla danza classica, da sempre radicata nell’immaginario comune. “Amo il balletto. Mi piace contaminarlo con il contemporaneo, parlare in modo ironico ma allo stesso tempo serio dei significati che vi si celano. Ogni termine della danza classica non ha solo una forma ma anche un contenuto: chi di noi non avrebbe bisogno di un po’ di jeté (lancio) o un tour en l’air (giro nell’aria) nella vita di tutti i giorni?!”, ride.

Un ruolo fondamentale per la riuscita dello spettacolo riveste la musica di Franceschini, che si è dovuto cimentare nel difficilissimo confronto con il repertorio: “È stato un gioco meraviglioso e allo stesso tempo rischioso: come può un compositore oggi approcciarsi a Tchaikovsky? Si deve trattare con rispetto e soprattutto lo si deve metabolizzare. C’è stato molto lavoro nascosto, che mi porto nel cuore, insieme all’intesa, all’apertura e alla disponibilità di tutti a collaborare in modo proficuo”.

Anche i ballerini della MM Contemporary Dance Company riconoscono la grande professionalità della Gribaudi, alla quale si sono completamente affidati: “Inizialmente non ci era chiaro come avremmo potuto rappresentare le sue idee ma alla fine siamo riusciti ad arrivare a questo Grand Jeté che non era più un passo bensì un invito rivolto al pubblico”.

Da parte sua la coreografa chiosa: “Per me è una grande emozione essere in scena con loro, insieme pur avendo età diverse, corpi diversi e vite differenti, ma con una stessa grande passione che permette di dare generosamente tutto ciò che abbiamo in quel momento, in modo che possa stimolare le persone a fare un salto. Non chiediamo che tutti restino sospesi, ma forse se ci spostiamo un po’ quando poi atterriamo lo facciamo con un’altra percezione: la bellezza della danza risiede infatti nell’attivare il corpo e il grand jeté non è altro che un grande respiro”.

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024