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Gli sguardi sfuggenti in Géricault

Géricault è un artista francese che muore prematuramente nel 1824. Inizia a dipingere solo dopo la fine degli studi e, nonostante questo, lascia delle opere straordinarie. La sua attività artistica dura circa 15 anni, compreso l’ultimo anno di vita che lo vede immobilizzato a letto.

È un pittore alla ricerca di se stesso, studia gran parte del tempo e le opere che realizza esprimono il suo genio. Tuttavia, non raggiunge mai la sua completa realizzazione, come afferma nelle sue ultime parole: «Se avessi fatto anche soltanto cinque quadri! Ma non ho fatto niente, assolutamente niente».

Dopo la sua morte molti iniziano a contendersi le sue opere e i suoi disegni, di cui peraltro non è sicura l’attribuzione. Il suo capolavoro è La zattera della Medusa [Fig.1], esposto al Louvre. Sono presenti alcuni errori nelle sue opere, a testimonianza del suo percorso di perfezionamento in corso, come l’utilizzo di alcune vernici troppo lucide che inizialmente danno splendore ai ritratti, ma poi li oscurano.

[Fig.1]

Ritenuto il primo pittore maledetto, in disaccordo con l’ambiente borghese, è in realtà un ragazzo amabile e seduttore, che lascia gli studi per darsi alla vita da dandy e, grazie alla sua buona condizione sociale, ha l’opportunità di dedicarsi alla pittura con grande passione. Géricault con la sua arte rifiuta soluzioni già pronte cercando, invece, nuove espressioni. Significativi per questa ricerca sono i volti degli alienati: si tratta di ritratti fermi e statici, nei quali è però acuta l’analisi dei volti segnati da particolari attributi che ne suggeriscono l’ossessione. In quel periodo, lo studio delle malattie mentali è agli esordi a Parigi. Forse scatenati dalla Rivoluzione francese e dagli sviluppi epocali della società, si diffondono i casi di follia individuale, la monomania.

Alienato con monomania del comando militare [Fig.2] rappresenta forse un vecchio reduce di guerra con indosso solo una semplice medaglia come un’importante onorificenza. In Alienata con monomania del gioco [Fig.3] la donna ha una smorfia semichiusa, il labbro pendente e la schiena curva con la testa abbassata, per esprimere la sottomissione alla sua ossessione. Gli occhi della Alienata con monomania dell’invidia [Fig.4] brillano, sono umidi e iniettati di sangue e ben rappresentano uno dei sintomi di questo peccato capitale.

[Fig.2]

[Fig.2]

[Fig.3]

[Fig.3]

[Fig.4]

[Fig.4]

Ritratto di negro (1822-1823) [Fig.5] è invece uno dei quadri che Géricault realizza stando a letto, a causa delle due ravvicinate cadute da cavallo. Il volto è accuratamente definito quasi con l’intento di tradurre la pittura in litografia. Le varie pennellate infatti sono a tratteggio e ne risulta una materialità scabra che lascia quasi intravedere la trama della tela. La litografia è stata da poco introdotta a Parigi e Géricault si pone sempre alla ricerca del nuovo. Con questo quadro inoltre affronta anche uno dei problemi sociali della metropoli nascente: l’integrazione.

[Fig.5]

[Fig.5]

Cultura
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lunedì 26 Febbraio 2024