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Fuori Festival 2022: “Antologia del serpente corallo”

Nell’ambito del Fuori Festival 2022 all’Auditorium Santa Chiara di Trento nella serata di giovedì 2 giugno si è svolto lo spettacolo teatral-musicale Antologia del serpente corallo.

Il titolo è tratto dalla nota trasmissione radiofonica Il serpente corallo che va in onda ogni domenica alle 11:45 su Radio24 e che parla di truffe, truffatori e truffati. Ad esibirsi sul palco non potevano allora che esserci i Ciappter Ileven, “unico gruppo al mondo di pop economico-tributario con venature gius-lavoristiche”, come si autodefiniscono con grande ironia. Il nome del gruppo richiama la norma sui fallimenti della legislazione federale statunitense e non è un caso che i testi delle loro canzoni trattino principalmente due temi: le truffe e il giornalismo.

Vocalist della band è Mauro Meazza, segretario di redazione del Sole 24 Ore – “il mio lavoro di copertura” -, mentre al basso e alla chitarra ci sono rispettivamente Marco lo Conte e Stefano Elli, entrambi giornalisti nella stessa testata di Meazza. I tre redattori sono poi affiancati da musicisti, arrangiatori e compositori di mestiere – “adesso vi presentiamo quelli che lavorano davvero” – i maestri Filippo Bentivoglio alla chitarra, Mattia Bertani degli Skassapunka alla batteria e Alessandro “Poto” Esposti alla tastiera.

Così, sulle note di “ricordo a tutti che questo mese c’è la scadenza dell’IMU, perché noi non facciamo canzoni ma colmiamo lacune” inizia il concerto. La scaletta si presenta fitta, articolata e ironica in un continuo rimando al famoso detto ridere per non piangere. Si apre con un attualissimo pezzo sugli algoritmi che regolano il mondo odierno e che a volte chiedono soldi. Si passa poi a La Saudade do Guru che racconta di truffe alla portoghese, per giungere, al grido di “Tyrannosaurus Tax”, ad Amore indeducibile, perché “l’amore e le tasse sono la stessa cosa: entrambi a volte fanno soffrire.” Con il blues del maschio della foca monaca evidenziano come “alle volte anche gli animali provino imbarazzo”, mentre dedicano ad Elsa Fornero la canzone Ciusy, dopo averla introdotta con “frasi d’altri tempi come Ho trovato un lavoro, Mi hanno pagato per il mio lavoro, Lavoro…punto, Ho letto il giornale, Giornale…e basta.”

La scaletta prosegue poi con Badgiamo – “da badge”, specificano – una canzone d’amore dedicata ai manager e soprattutto al loro linguaggio che nessuno a parte loro capisce; Il consulente, una delle loro hit più famose; Batman contro la violenza sulle donne, perché “l’amore finisce ma la canzone resta” e infine Asocial network, in cui sottolineano ironicamente il lato negativo di Facebook.

La serata si conclude con la cover di Faceva il palo di Enzo Iannacci – qui si inginocchiano prima di cantare –; con Piranha e, dulcis in fundo, Il serpente corallo perché “per avere successo serve una canzone con una bestia e, controllando alla Società Italiana Autori ed Editori, era rimasto solo lui”.

A quest’ultima viene assegnato anche un valore apotropaico, perché ognuno ha un proprio serpente corallo pronto a morderlo e se ci si concentra su di esso mentre si canta, allora lo si esorcizza…almeno fino al prossimo concerto!

Cultura
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