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Freestyle: un mondo nel mondo dell’hip hop

Il freestyle è una delle tante discipline che caratterizzano il mondo dell’hip hop ed è letteralmente il rap a “stile libero”, perché i testi – e le fondamentali rime presenti all’interno – vengono improvvisate. È un fenomeno definito come “vecchio stampo” e connesso spesso a un’altra epoca di questo genere musicale ma – a differenza di altri contesti musicali underground – quello del freestyle non si è cristallizzato in una singola sonorità: la ricerca di un suono nuovo, che possa aiutare a costruire al meglio le proprie barre, è costante. Secondo molti per la crescita di un sano MC (Master of Ceremonies, rapper), la pratica di questa disciplina è un elemento chiave, perché si abbia un’esperienza a 360°; sono infatti numerosi i nomi importanti della scena italiana che sono riusciti così a farsi le ossa, come Clementino, Fred de Palma o Shade. Non tutti gli ascoltatori, però, sono “educati” al freestyle e qualcuno continua a guardare il tutto con un po’ di diffidenza, spesso dettata dal non aver mai avuto la possibilità di cimentarsi o dall’imbarazzo di non essere riusciti al meglio dopo averci provato.

Inoltre, negli ultimi anni, il trend ha visto i giovanissimi fare propria l’idea per cui sia quasi scontato cominciare scrivendo testi – o producendo basi – senza aver mai partecipato ad un contest o una qualsiasi battle: prima si crea la hit, prima si arriva in major. La fiducia nelle possibilità del freestyle non è altissima nel periodo della trap e della drill: gli artisti che lo praticano cercano di evolversi e vengono guardati male dal proprio seguito – che magari disdegna vedere i propri idoli cambiare genere – ma c’è allo stesso tempo voglia nei singoli musicisti di riconoscimento per il proprio io artistico e quando il salto da un genere all’altro arriva il risultato è che l’etichetta di freestyler rimane stretta. È stato persino coniato – ovviamente da rapper, persone che non improvvisano, o perlomeno non più – il termine “Sindrome da Freestyler”, per cui gli artisti di questo tipo avrebbero difficoltà a reggere gli schemi prefissati di una canzone, riuscendo meglio senza avere limiti.

Il freestyle è un mondo nel mondo della cultura hip hop perché anche se scegliamo di etichettarlo come un modo di fare rap quello che si riesce a generare è inimitabile. Considerando il modello italiano è stato possibile osservare come sia nata e stia crescendo, di giorno in giorno, una vera e propria community. Il clima è familiare, essendo tutti uniti da passioni e ideali comuni, e non c’è la necessità – quasi sistematica in altri ambienti – di doversi arrampicare sui corpi dei propri rivali diretti per dire di avercela fatta: per quanto durante gli scontri ci possa essere cattiveria agonistica tutto è limitato al momento e se non dovessi chiudere una rima, sbagliare o non riuscire a dare il tuo massimo, tutto è già dietro le spalle. Non è un talent show, è una forma di espressione senza alcun limite musicale o personale, come ogni forma di arte dovrebbe essere; può essere anche un modo per migliorare sé stessi e crescere come persone, oltre che come artisti. Essere su di un palco – che si abbiano davanti venti o mille persone – è un ottimo modo per superare i propri limiti.

Cultura
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lunedì 5 Dicembre 2022