Chiudi

Un'esperienza su misura

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previa acquisizione del consenso, cookie analitici e di profilazione, di prima e di terza parte. La chiusura del banner comporta il permanere delle impostazioni e la continuazione della navigazione in assenza di cookie diversi da quelli tecnici. Il tuo consenso all’uso dei cookie diversi da quelli tecnici è opzionale e revocabile in ogni momento tramite la configurazione delle preferenze cookie. Per avere più informazioni su ciascun tipo di cookie che usiamo, puoi leggere la nostra Cookie Policy.

Cookie utilizzati

Segue l’elenco dei cookie utilizzati dal nostro sito web.

Cookie tecnici necessari

I cookie tecnici necessari non possono essere disattivati in quanto senza questi il sito web non sarebbe in grado di funzionare correttamente. Li usiamo per fornirti i nostri servizi e contribuiscono ad abilitare funzionalità di base quali, ad esempio, la navigazione sulle pagine, la lingua preferita o l’accesso alle aree protette del sito. Comprendono inoltre alcuni cookie analitici che servono a capire come gli utenti interagiscono con il sito raccogliendo informazioni statistiche in forma anonima.

Prima parte6

cm_cookie_cookie-wp

PHPSESSID

wordpress_test_cookie

wordpress_logged_in_

wordpress_sec_

wp-wpml_current_language

YouTube1

CONSENT

Scopri di più su questo fornitore

Google3

_gat_

_gid

_ga

Scopri di più su questo fornitore

Ender’s game

Negli ultimi anni ha preso piede, con sempre maggior insistenza, un modo diverso di rappresentare l’adolescenza al cinema, specie in generi come la fantascienza, l’action o il thriller. Alcuni esempi eccellenti come Hunger Games, The Tomorrow Series, il più recente Divergent e, per certi versi, gli ultimi due episodi della saga di Harry Potter, ci mostrano ragazzi a loro agio in situazioni molto lontane da quelle più consone alla loro età anagrafica. Naturalmente stiamo parlando di finzioni sceniche e soluzioni narrative adottate con un preciso scopo: vedere i nostri protagonisti muoversi in società distopiche, ambientazioni decisamente fantasy piuttosto che realtà ultra futuristiche, richiede inevitabilmente un ribaltamento del consueto a favore del nuovo, pena il dimenticatoio artistico e (forse) il ben più temibile flop al botteghino.
Ender’s game, in questo dilemma tra innovazione e tradizione, si colloca esattamente a metà potendo contare su di un materiale di partenza già di per sé molto valido: il primo volume, omonimo, del Cd Ciclo di Ender dell’autore americano Orson Scott Card. Uscito nel 1985 ha una trama abbastanza tradizionale: la Terra di un futuro imprecisato e tecnologicamente avanzatissimo, dopo essere stata attaccata e devastata da una razza aliena, ha schierato le proprie flotte spaziali per la controffensiva finale, affidando (e qui troviamo l’aspetto innovativo) il destino dell’umanità nelle mani di giovanissimi soldati. La scelta, apparentemente illogica, risiede in un unico punto: le menti dei più giovani, specie se opportunamente allenate, sono le uniche in grado di elaborare con accuratezza e al tempo stesso creatività un elevato numero di informazioni, molto più degli adulti. Ender è un ragazzino estremamente dotato, molto più dei suoi compagni della Scuola Ufficiali, e ben presto sarà proprio su di lui e sulle sue innate capacità strategiche che l’elite militare deciderà di puntare. Simulazione dopo simulazione sarà incessante ed estenuante l’incitamento alla scontro, all’odio irrazionale per il nemico, alla vittoria a tutti i costi per un presunto bene superiore. I già deboli dubbi del protagonista prontamente verranno arginati da un sistema che lo vuole determinato, ubbidiente e letale fino al momento decisivo: la prova finale in cui si deciderà se Ender e il suo team sono pronti per comandare un attacco reale.

I condizionamenti cui Ender è sottoposto rappresentano il punto più interessante del film e ci ricordano come ci si possa abituare alla violenza, specie se istituzionalizzata e razionalizzata, fin da bambini, nel tentativo di volerla giustificare a tutti i costi.
Certe volte verrebbe da domandarsi se la realtà non abbia già superato la fantasia.

Cultura
Lascia un commento

I commenti sono moderati. Vi chiediamo cortesemente di non postare link pubblicitari e di non fare alcun tipo di spam.

Invia commento

Twitter:

  • Il #Moltiplicazionifestival 2022 ha avuto tra i suoi protagonisti i green content creator Alice P ...
  • Nel corso del #Moltiplicazionifestival è stato proiettato il documentario “PrimAscesa – la m ...
  • Tra gli eventi di apertura del Moltiplicazioni 2022, si è tenuto un dialogo d’ispirazione ince ...
  • Vi raccontiamo in quest'approfondimento l'incontro "Siamo Ovunque. Dialoghi ed esplorazioni sul m ...
  • La nostra redazione, lo scorso fine settimana, ha seguito il #moltiplicazionifestival di Rovereto ...
  • Puntuale come ogni anno, prima della fine dell’estate, anche nel 2022 è tornato Poplar Festiva ...

mercoledì 1 Febbraio 2023