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Con Andergraund nei sotterranei della letteratura

«Così, ovunque nel mondo, in qualsiasi posto il mio pensiero vada e si arresti, trova fedeli e operosi ponti, come eterno e mai soddisfatto desiderio dell’uomo di collegare, pacificare e unire insieme tutto ciò che appare davanti al nostro spirito, ai nostri occhi, ai nostri piedi, perché non ci siano divisioni, contrasti, distacchi…»

I ponti (1963), Ivo Andrić

È nata dal desiderio di creare un ponte che colleghi Est e Ovest la rivista Andergraund, curata da un gruppo di 25 studenti dell’Università di Padova. Il logo del giornale online rappresenta un ponte tragicamente famoso, lo Stari Most, che unisce le due anime di Mostar, quella occidentale e quella orientale. Ed è di Ivo Andrić, che ai ponti ha dedicato le pagine del suo romanzo più famoso, Il ponte sulla Drina, la citazione che ha lanciato il progetto studentesco.

Andergraund è la traslitterazione russa della parola inglese “underground”, e racchiude in sé tutti gli ambiti culturali e letterari che, durante il periodo sovietico, erano stati messi a tacere. La rivista, infatti, è nata a settembre con l’obiettivo di dare voce a quelle che sono definite “letterature minori”, che solitamente non vengono approfondite molto all’università: serbo-croato, sloveno, polacco e ungherese. Ma non solo. Andergraund dà spazio anche alle letterature tedesca e russa che, sebbene siano più studiate, non sempre sono conosciute da un pubblico più ampio. «L’idea è partita da Martina Mecco e Sara Deon», spiega Silvia Girotto, laureata all’Università di Padova e insegnante di tedesco alle scuole medie di Borgo Valsugana. «Hanno contattato me e altri nostri compagni di corso, e la risposta è stata sin da subito positiva».

Quasi ogni giorno, sulla pagina Facebook della rivista vengono presentati autori, episodi storici e aneddoti letterari diversi. Ogni autore sceglie quali spunti valorizzare e che argomento trattare. «Il bello del nostro progetto – afferma Silvia – è che nasce da noi studenti e che quindi è guidato dai nostri interessi. Pur essendo supportati dai nostri professori, Andergraund è basato sulle nostre competenze ed è portato avanti interamente da noi studenti. Infatti, con questo progetto volevamo metterci in gioco in prima persona, affrontando dei temi di cui raramente si parla durante le lezioni».

Da metà gennaio, con il ciclo d’incontri “Discorsi oltre la cortina di ferro”, la rivista è diventata anche uno spazio di dibattito e di confronto. Ogni mercoledì, gli studenti organizzano una conferenza in cui, dopo una presentazione iniziale, ognuno può fare domande o portare la propria opinione. Tra gli altri, sono stati ospiti delle serate Massimo Maurizio, docente di russo dell’Università di Torino, e il professor Alessandro Catalano dell’Università di Padova. «Siamo molto contenti della risposta che abbiamo ricevuto finora – dice Silvia – e vogliamo continuare a mettere a disposizione di un pubblico più ampio queste letterature, solitamente affrontate solo negli ambiti accademici col rischio di “far scappare” tutti, ad eccezione dei docenti plurilaureati».

Non sono solo le persone che seguono Andergraund, però, a scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Anche gli autori stessi si scambiano conoscenze. Silvia, ad esempio, ha studiato spagnolo e tedesco, e con Andergraund ha ampliato ancora di più il suo bagaglio letterario. «Sono una persona che ha un sacco di libri sul comodino – conclude – quindi ci sono un bel po’ di autori che i miei colleghi mi hanno consigliato e che mi piacerebbe leggere. Uno su tutti: “Il signor Theodor Mundstock” di Ladislav Fuks».

«Se dieci anni fa mi avessero chiesto di scegliere tra il benessere materiale o la libertà di scrivere, avrei scelto la libertà di scrivere» (Vasilij Aksënov)

Alcuni autori suggeriti dalla redazione di Andergraund:

Germania: Bertolt Brecht, Anna Seghers; Austria: Arthur Schnitzler, Ingeborg Bachmann; Russia: Nikolaj Vasil’evič Gogol’, Ljudmila Ulickaja; Repubblica Ceca: Michal Viewegh, Bianca Bellová; Ungheria: Imre Oravecz, Magda Szabó; Romania: Mihai Eminescu, Ana Blandiana; Slovacchia: Pavel Vilikovský; Polonia: Witold Gombrowicz, Wisława Szymborska; Balcani: Ivo Andrić, Dubravka Ugrešić

Cultura
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martedì 5 Marzo 2024