Parole di cinema e tv (Parte 2)

Se anche voi, qualche sera fa – spaparanzati sul divano – avete guardato il pilot di quella nuova serie-evento, vi sarete sicuramente arrabbiati a causa del cliffhanger incredibile con cui l’episodio si è concluso. Se siete arrivati alla fine di queste tre righe e, oltre alla rabbia per quel finale, siete un po’ disorientati da certi termini usati – come pilot e cliffhanger -, è utile aggiornare quel piccolo dizionario di termini cine-televisivi che magari vi è capitato di leggere qualche giorno fa. Questa è la seconda parte.

Cross-over. Letteralmente, to cross over vuol dire “passare dall’altra parte”. In ambito mediale significa prendere un’ambientazione di successo e travasarla in un’altra ambientazione di altrettanto successo, facendo incrociare le storie e i personaggi che le animano. Un esempio? Batman v Superman: due supereroi celeberrimi, ognuno dei quali con un solido impianto “mitologico” alle spalle, che si incrociano e condividono lo spazio in un film.

Pilot. Italianizzato come “pilota” o “episodio-pilota”, il pilot è il biglietto da visita di una serie televisiva. Viene mostrato ai produttori per ottenere il ‘nulla osta’, cioè il permesso (leggi: gli assegni) per realizzare l’intera serie-tv che il pilot ha anticipato. Può capitare che l’episodio pilota risulti a tal punto insoddisfacente da convincere i produttori a interrompere i finanziamenti, stroncando così sul nascere il progetto televisivo. Il concetto di pilot è diventato ormai obsoleto a causa del sistema di distribuzione delle piattaforme di streaming come Netflix e Prime Video.

VOD. È l’acronimo di “video on demand”: designa il servizio interattivo che ormai tutte le televisioni offrono e che permette di fruire – in qualsiasi momento – di determinati prodotti (episodi di una serie-tv, film, ma anche trasmissioni televisive passate) grazie a una connessione a internet. Netflix, RaiPlay, Prime Video o DAZN sono le principali piattaforme che offrono questo tipo di servizio.

Cliffhanger. No, l’omonimo film con Sylvester Stallone protagonista non c’entra nulla. Il “nostro” cliffhanger è un espediente narrativo il cui significato è contenuto tutto nel termine, traducibile come “restare appeso su un dirupo”. Valido soprattutto per le serie tv, indica un finale lasciato in sospeso, troncato nel suo climax con un grosso colpo di scena che si vorrebbe vedere risolto immediatamente, ma per la cui soluzione bisogna invece aspettare l’episodio successivo. Piuttosto antipatico, vero?

Cultura
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sabato 18 Settembre 2021