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“Barbie”: una bambola più realistica di quanto si possa immaginare

Il primo film live action dedicato alla bambola Barbie è stato, come previsto, un enorme successo in tutto il mondo e ora più che mai ha funto da toccasana per l’industria cinematografica mondiale, che grazie al richiamo di “Barbie” e “Oppenheimer” ha visto le sale riempirsi come non accadeva da anni. Entrambi i film hanno ricevuto ottime recensioni e in particolar modo “Barbie” ha incassato nei primi 5 giorni 337 milioni di dollari al fronte dei 145 utilizzati in produzione, mentre il film dedicato al fisico nucleare riscuote 174 milioni rispetto ai 100 investiti inizialmente. Cifre da record che oscurano però le altre produzioni cinematografiche del momento: “Mission Impossible 7” e “Indiana Jones: La ruota del destino”, che rientrano a stento nella cosiddetta “zona di guadagno”.

Tornando al film della nostra amata bambola, “Barbie” conquista le sale grazie ad una combinazione micidiale: comicità per i più piccoli e riflessioni per i più grandi. L’intera pellicola è infatti mirata a criticare in maniera quasi troppo palese tante tematiche sociali della nostra vita quotidiana, in particolar modo disparità di genere, patriarcato, aspettative sociali e molto altro, ma i personaggi contestualizzano questi temi in scene frivole e leggere, dove chiunque ha modo di farsi una risata.

Da una parte Barbie, interpretata da Margot Robbie, incarna profondamente lo stereotipo della donna ideale (come il suo stesso nome, “Barbie stereotipo”) e rimane sconvolta nello scoprire che la bambola che rappresenta non ha preservato le donne dai pregiudizi e dalle discriminazioni, non ottenendo l’effetto sperato. D’altra parte, il Ken di Ryan Gosling si ritrova nella situazione opposta: nel mondo di Barbie è ridotto ad essere un elemento di contorno e non trova conforto nella compagna che continua a vederlo come un amico, ma non appena giunge nel mondo reale scopre come effettivamente vengono considerati gli uomini nella società e convincendosi di possedere privilegi speciali coinvolge tutti gli altri Ken rivoluzionando il mondo di Barbieworld.

Si presenta quindi una situazione inconciliabile dove risulta impossibile tornare alla situazione di partenza; se le Barbie vorrebbero tornare al loro mondo ideale e relegare nuovamente i Ken al loro ruolo “secondario”, questi ultimi contano di mantenere i diritti che hanno conquistato. Ed è qui che si inseriscono gli umani, attraverso una madre e una figlia con visioni diametralmente opposte, che hanno il compito di aiutare Barbie, ormai maturata lungo l’intero film, a trovare una soluzione per entrambe le parti. Gloria, la madre, resta una fan accanita della bambola fin da piccola e nonostante sia consapevole delle difficoltà vissute dalle donne vivendole in prima persona, non smette di avere fiducia per un futuro migliore. Sasha, la figlia, anche se giovane è ormai consapevole delle problematiche che affliggono la nostra società e appare molto critica nei confronti di Barbie, rinfacciandole di non aver in alcun modo aiutato le donne a migliorare le loro condizioni. Anche Gloria e Sasha, collaborando con i personaggi di Barbie, avranno modo di riconciliarsi e legare molto di più.

Il finale “buonista” che molti si aspettavano non arriva, ed infatti la situazione di Barbieworld torna a specchiarsi con quella del mondo reale. Le Barbie riconquistano il potere e riprendono i loro precedenti ruoli, consapevoli però dell’esistenza dei Ken, che possono finalmente riconoscersi come entità a loro stanti.

“Barbie” non è certamente stato esente da critiche, in particolar modo da chi ha ritenuto i messaggi sociali lanciati dal film “troppo chiari ed espliciti”. In generale però il film ottiene ottimi voti dalla critica e risulta innegabile il lavoro svolto da Greta Gerwig per dare un volto nuovo alla bambola che per decenni ha intrattenuto le persone di tutto il mondo, dai più piccoli ai più grandi.

Con splendide sceneggiature, una valida regia e interpretazioni di alta qualità, “Barbie” ha sicuramente una marcia in più rispetto alle molte pellicole che circolano in questo periodo e può rivelarsi una gradevole sorpresa per chi non immaginava cosa potesse nascondere la bambola che tutti conosciamo ed amiamo.

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024