Alessandro Arnoldo e la bellezza universale della musica

Alessandro Arnoldo è un trentaduenne di grande talento: è direttore d’orchestra oltre che assistente musicale alla direzione artistica della Società Filarmonica di Trento.

Dopo essersi diplomato in direzione d’orchestra al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ha seguito diversi corsi di perfezionamento e masterclass per poi esibirsi sia in Italia che all’estero. La sua passione per la musica è nata dal canto: dal coro al pianoforte, fino alla direzione d’orchestra.

Alessandro ci spiega come il fine dell’arte, in senso lato, sia quello di creare una nuova dimensione temporale, uno spazio che contiene la bellezza universale che non necessita di spiegazioni.

Mentre dirige l’orchestra non fa grandi discorsi, non si perde in troppe spiegazioni. Tiene a mente le persone che ha davanti a sé e conduce in modo delicato e armonioso diventando un tutt’uno con chi ha davanti. “Karajan – ci spiega –  diceva che il direttore d’orchestra è come il fantino nella corsa ad ostacoli: con un piccolo gesto equilibrato fa capire al cavallo la direzione che dovrà avere il suo salto per superare l’ostacolo”

L’ascolto è una parte fondamentale della musica: i musicisti, oltre a conoscere ciò che suonano, è importante che si ascoltino tra loro per riuscire a trasmettere tutta la bellezza e l’intensità di ciò che stanno interpretando.

Tra le molte cose da ricordare, Alessandro è fondatore e Direttore Artistico dell’Ensemble vocale Ad Maiora, ideatore e direttore artistico del Festival #EffettiCorali e direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento. È, inoltre, autore e co-conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, docente presso corsi di perfezionamento musicale e collabora da diversi anni con TEDxTrento e con il centro EURAC Research di Bolzano. La sua versione de Le Carnival des Animaux di Camille Saint-Seans è inserita nel percorso didattico “C’é musica per tutti”, libro di testo e DVD delle Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia.

La sua vita richiede molto impegno, lo porta in giro per il mondo ed è tutt’altro che statica, e lo fa avvicinare a quella bellezza con la B maiuscola, quella linfa vitale di cui si continua a nutrire per dare all’ascoltatore un’esperienza unica.

Nel raccontare la storia di Alessandro ci risuonano nella mente le parole di qualcuno che un giorno ci disse: “L’arte dilata il tempo”. Essa, infatti, riesce a condurciin nuovi spazi capaci di farci immergere in un mondo magico, un mondo fatto di sensazioni, emozioni, un mondo che si nutre dei nostri stati d’animo e ne fa emergere altri.

Persone come Alessandro, così appassionate ed intensamente nutrite dalla vita, portano quella grande armonia di cui tutti abbiamo bisogno. La vita, in fondo, non è fatta proprio per farci appassionare? La sua storia ne è un chiaro esempio.

Cultura
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giovedì 20 Gennaio 2022