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Acqua Rotta: una prima nazionale per Arte Sella

Venerdì 16 giugno nella cornice di Malga Costa ad Arte Sella è andata in scena in due appuntamenti pomeridiani la prima nazionale di Acqua rotta, concerto per violoncello e voce recitante con testi di Mariangela Gualtieri e musiche di Bach, Gubaidulina, Sculthorpe e Curtoni mirabilmente eseguite da Mario Brunello.

Oltre all’ente ospitante il progetto ha visto la coproduzione di Orto Botanico Università di Padova, Asolo Musica, Levico Acque, Teatro Valdoca, Antiruggine ed Etifor. Come spiega il Presidente di Arte Sella, Giacomo Bianchi: “Insieme al biglietto tutti voi avete acquistato un albero. Siamo di fronte al frutto di uno sforzo collettivo che indica come questa realtà pulsi di un qualcosa che va al di là del luogo e che ci lega come esseri umani”.

Lungi dall’essere un semplice spettacolo, il pubblico si è trovato davanti ad una performance poetico-musicale coinvolgente, profonda ed emozionante che ha strappato più di una lacrima di commozione, complice anche la sacralità della location. L’acqua, l’elemento della vita per antonomasia, è stata la vera e propria protagonista della serata dettando essa stessa il ritmo attraverso l’installazione dell’artista Gianandrea Gazzola, a tutti gli effetti la terza interprete della serata.

“Un cristallo d’acqua gelata, sospeso a mezz’aria tra due lunghe aste sottili. Nel dialogo tra poesia e musica, quasi-zero è un convitato di ghiaccio. Presenza immobile, se non fosse per la quieta pulsazione che anziché la vita, ne scandisce goccia a goccia, la misura che lo separa dal nulla”, così viene descritta dal suo autore, un neofita della lavorazione del ghiaccio che alla fine ne ha egregiamente appreso l’arte. Le gocce che appaiono così regolari ed inesorabili nella loro isocronia sono in realtà formate attraverso processi complessi che le portano ad essere uniche, ognuna diversa dall’altra, e di conseguenza a produrre un suono sempre nuovo nel momento in cui cadono all’interno della bacinella posta ai piedi dell’opera.

“Quando ho saputo che le acque inquinate di Fukushima sarebbero state riversate nell’oceano mi è sembrata una cosa talmente violenta ed offensiva nei confronti di questo elemento che ci tiene in vita, della terra e di tutte le creature che la abitano, che ho sentito la necessità di scriverne”, prosegue Gualtieri, ricordando la genesi dei suoi toccanti versi, alcuni tratti da raccolte precedenti ed altri inediti, come l’angoscioso racconto delle traversate dei migranti alla ricerca di una compassione spesso negata. “Nonostante il mare possa a volte essere anche spaventoso, come testimoniano i recenti avvenimenti nella mia Romagna, insieme volevamo essere grati a questo elemento così vivo ed importante”.

Brunello conclude, riassumendo il senso dell’intera performance: “Ci auguriamo che l’acqua non venga dimenticata come purtroppo a volte capita: una semplice goccia può davvero scandire la vita”.

Cultura
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lunedì 4 Marzo 2024