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71° Trento Film Festival: tutti i vincitori

Si è conclusa da poco la 71esima edizione del Trento Film Festival all’insegna della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Quest’ultimo punto si è concretamente esplicitato in un’altissima partecipazione femminile in tutti gli ambiti: dagli eventi che hanno spaziato tra interpreti, scrittrici e docenti universitarie di rilievo, alle numerose pellicole con protagoniste indomite e coraggiose sia davanti che dietro la macchina da presa.

Non a caso la Genziana d’Oro Miglior Film – Gran Premio “Città di Trento” è andata a Polaris di Ainara Vera Esparza, storia di due sorelle costrette a intraprendere un viaggio soprattutto personale per superare i traumi della propria infanzia e costruirsi un domani migliore. La giuria ha riconosciuto “il potente uso del linguaggio cinematografico nel raccontare con empatia la storia di due donne che tracciano la rotta del proprio destino”.

Il riscatto dell’alpinista Quinn Brett, vittima di una caduta che la lascia paralizzata dalla vita in giù, si aggiudica invece la Genziana d’Oro – Premio del CAI al miglior film di alpinismo. Si tratta di An accidental life di Henna Taylor, mentre a Plai. A mountain path dell’ucraina Eva Dzhyshyashvili va la menzione speciale “per l’empatica rappresentazione di una famiglia rurale per la quale la guerra è sia un’eco lontana che una dura realtà fisica”.

Werner Herzog con il suo requiem ai cineasti e vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft, The fire within, porta a casa la Genziana d’Oro – Premio “Città di Bolzano” per il miglior film di esplorazione ed avventura.

Le Genziane d’Argento, che premiano i corti in concorso, vanno invece ad Ice merchants del portoghese João Gonzalez per il miglior contributo tecnico-artistico e a Churchill, polar bear town della francese Annabelle Amoros per il miglior cortometraggio, motivato dallo “sguardo lucido e ironico sulla difficile e a volte surreale convivenza tra uomini e animali alla frontiera della crisi climatica”. Questo centro di 800 abitanti nel Canada settentrionale si è infatti arricchito organizzando safari fotografici di orsi polari, che per un paio di mesi l’anno si stabiliscono nella zona a caccia di foche.

Il cortometraggio sperimentale Forêts del canadese Simon Plouffe si aggiudica poi il Premio della Giuria “per la grande coerenza della visione e per aver creato un’esperienza cinematografica ipnotica e immersiva” nel testimoniare l’emergenza climatica.

Wild Life di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin e L’ultima via di Riccardo Bee di Emanuele Confortin, presentato nella sezione Alp&ism, sono invece i preferiti del pubblico, che anche quest’anno ha partecipato numeroso, nonostante le belle giornate di sole: il sogno di un futuro migliore passa davvero attraverso la passione per la montagna.

Cultura
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lunedì 26 Febbraio 2024